“La pandemia- continua Sassoli- ci ha spinto a riflettere sulla necessità di un’Europa diversa dal passato. Lo abbiamo detto fin dall’inizio: la crisi avrebbe potuto travolgere l’Europa o renderla più forte. Il Covid, in un certo senso, è stato un motore della storia e della politica europea, perché se non ci fosse stata questa grande emergenza non avremmo avuto questo passaggio verso una maggiore integrazione. E questo si è incarnato nel Next Generation UE. Il Piano di ripresa ha chiaramente chiuso la fase dell’austerità e del rigore. Se c’è una cosa che è risultata evidente in questa fase è che lo Stato-nazione non è più il livello per affrontare le sfide globali che minacciano il pianeta, il nostro modello sociale e le nostre democrazie. Cavarcela da soli è un’illusione: ed è ciò che i nazionalisti vorrebbero farci credere. Basta guardare allo stato di salute dei nostri Paesi e delle nostre aziende per capire che senza l’area del mercato comune le nostre economie sarebbero fragili e sulla scena internazionale, i nostri Paesi sarebbero umiliati. Pensare che siamo migliori del nostro vicino e che possiamo farcela da soli è, temo, un pericoloso passo indietro”. “L’unica sovranità che dobbiamo rafforzare è quella europea e per questo dobbiamo proteggerla da intrusioni”- conclude Sassoli.
Tarantelli. Fumarola: «Vive ogni giorno nella nostra azione quotidiana. L’Accordo di San Valentino resta ancora oggi per noi la più grande lezione»
«Ezio vive ogni giorno nella nostra azione quotidiana. Il suo pensiero è sempre vivo e lo è a maggior ragione in questo tempo così complesso. Il pensiero di un sindacato capace di difendere i lavoratori non solo con il conflitto ma attraverso il confronto». Così la...





