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Primo Maggio 2026. A Marghera i comizi di Landini, Fumarola e Bombardieri. Al centro il tema  del “Lavoro dignitoso”

1 Maggio 2026 | Eventi, Iniziative e Manifestazioni, Primo Maggio, Primo Piano

Primo Maggio 2026. A Marghera i comizi di Landini, Fumarola e Bombardieri. Al centro il tema  del “Lavoro dignitoso”

1 Maggio 2026 | Eventi, Iniziative e Manifestazioni, Primo Maggio, Primo Piano

È Marghera, in provincia di Venezia, a ospitare oggi i comizi del Primo Maggio 2026 dei Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: Maurizio Landini, Daniela Fumarola e PierPaolo Bombardieri.

Al centro della manifestazione che celebra la Festa dei Lavoratori, il tema del “lavoro dignitoso”. Un filo conduttore che caratterizza anche il tradizionale Concertone di Piazza San Giovanni, il più grande evento musicale gratuito dal vivo in Europa, rivolto in particolare ai giovani e parte integrante, dal 1990, di questa giornata.

«La scelta di celebrare oggi il Primo maggio a Marghera non è affatto casuale. Marghera rappresenta tutte le contraddizioni che stiamo vivendo: un territorio che ha conosciuto la forza del lavoro organizzato e che oggi fa i conti con le stesse domande che agitano l’intero Paese». E’ quanto sottolinea oggi la leader della Cisl, Daniela Fumarola, in una intervista al quotidiano “Italia Oggi”.

«Come difendere i salari, cosa succede alle persone quando cambiano i modelli produttivi, anche a causa dell’IA, chi le tutela, chi dà loro voce? Celebrare il Primo Maggio qui significa dire che quelle domande non le eludiamo: le affrontiamo, con la forza di un sindacato confederale radicato e rappresentativo. È un messaggio al Paese: o le grandi trasformazioni si governano insieme o non le governa nessuno», aggiunge Fumarola.

«Bisogna agire su tre leve: contrattazione, formazione, partecipazione. L’intelligenza artificiale non si ferma e non dobbiamo fermarla: dobbiamo governarla con le relazioni sociali e industriali. Significa che l’introduzione di nuove tecnologie nei luoghi di lavoro deve essere negoziata con i sindacati, non calata dall’alto. Significa investire sulla riqualificazione dei lavoratori prima che i processi siano già compiuti. E significa dare ai lavoratori voce nelle scelte aziendali, non solo tutele ex post. Il caso InvestCloud, esploso di recente proprio a Marghera, è il classico esempio di ciò che non deve accadere: licenziare trentasette persone per sostituirle con un algoritmo è una visione miope che riduce l’essere umano a variabile superflua. Non possiamo permettere che diventi la norma».

Sul decreto lavoro del Governo, Fumarola sottolinea che «e’ un provvedimento importante sotto diversi punti di vista. Innanzitutto sugli incentivi. Si alloca quasi un miliardo su incentivi per assunzioni di giovani, donne e lavoratori in area Zes. Si promuove con un massiccio esonero contributivo il passaggio da contratto a termine a lavoro stabile. Si rafforzano le tutele per i riders e gli strumenti di conciliazione. E cosa più importante di tutte, si definisce il criterio secondo cui i soldi pubblici non vengono assegnati alle aziende che non applicano il trattamento economico dei contratti collettivi comparativamente più rappresentativi.

Finalmente abbiamo una soglia che identifica il “salario dignitoso”. Una scelta che vale su due fronti: come argine alla contrattazione pirata e come condizione per accedere agli incentivi sulle assunzioni» aggiunge la numero uno Cisl.

Temi ripresi e approfonditi dalla stessa Segretaria Generale in un ampio intervento sul quotidiano “Il Messaggero”: «Il Primo Maggio ci ricorda che il lavoro non è solo un fattore produttivo, ma il fondamento della dignità delle persone. Nell’era dell’algoritmo, questa verità non cambia. Cambia, semmai, la responsabilità collettiva di costruire regole, diritti e strumenti all’altezza della trasformazione».

«Se sapremo accompagnare l’innovazione con partecipazione, formazione e contrattazione, l’intelligenza artificiale non sarà la tecnologia che sostituisce il lavoro. Sarà quella che lo rende più forte, più qualificato e più giusto.

In occasione dell’approvazione del decreto Primo Maggio, la premier Meloni ha confermato la volontà di rendere quel provvedimento il primo tassello di un più generale Patto per il lavoro. Un traguardo che la Cisl chiede da tempo, e che è reso indispensabile dall’era della transizione tecnologica e dell’intelligenza artificiale» aggiunge Fumarola.

«L’innovazione non si impone, si costruisce. Non si diffonde per decreto, ma attraverso contesti organizzativi che la rendono praticabile, legittima e condivisa. E qui entra in gioco il ruolo del sindacato e della contrattazione. Il lavoro dignitoso nell’era dell’intelligenza artificiale non si difende opponendosi al cambiamento, ma governandolo.

Per questo serve una nuova piattaforma che poggi su due pilastri. Il primo è il diritto soggettivo alla formazione continua. Il secondo è la partecipazione. L’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi deve essere accompagnata da un coinvolgimento reale dei lavoratori e delle loro rappresentanze. Non solo per tutelare, ma per migliorare. Perché chi lavora conosce i processi, individua le criticità, contribuisce all’innovazione», conclude la leader Cisl.


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