«La nostra posizione della Cisl è chiara. Non diamo indicazioni di voto, se non quella di andare a votare. È un referendum costituzionale senza quorum. La partecipazione è quindi decisiva. Riteniamo che la polarizzazione e i toni esasperati di questi mesi non abbiano fatto bene a un dibattito che avrebbe dovuto concentrarsi su questioni tecniche e di merito. L’errore più grande sarebbe trasformare questo referendum in un voto pro o contro il Governo. Non è questo il punto. Le ragioni di una riforma della giustizia sono chiare, anche e soprattutto in ambito lavoristico, dove tempi certi e qualità delle decisioni incidono direttamente sui diritti delle persone e sulla competitività del sistema. Ma proprio per questo è necessario analizzare i contenuti della legge costituzionale nella loro essenza, senza forzature ideologiche». (leggi l’intervista integrale)
Crescono gli iscritti alla Cisl: + 42.000 associati tra i lavoratori attivi. Fumarola: «Questo risultato non è un punto d’arrivo, ma un mandato a costruire un sindacato sempre più forte, libero, concreto, determinato»
Crescono gli iscritti alla Cisl. Un aumento che conferma il trend positivo registrato nell’ultimo quinquennio e che vede la sua forza trainante nella componente dei lavoratori attivi. E, in particolare tra i giovani, i lavoratori stranieri e in quei settori più...






