«La Cisl non dà indicazioni di voto, se non una: andare a votare. In un referendum confermativo chi non si esprime fa decidere gli altri. Invece serve il massimo della partecipazione, e che sia ben informata, non ideologica, fondata su argomenti concreti e di merito. Quello che ci preoccupa maggiormente, e lo abbiamo espresso in un documento politico nazionale, è una polarizzazione che vede tifoserie contrapposte per nulla ancorate ai contenuti della riforma». (leggi l’intervista integrale)
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