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Sardegna. Dichiarazioni programmatiche della Presidente Todde. Ledda (Cisl): “Attendiamo che si apra quanto prima confronto con le forze sociali”

10 Maggio 2024 | Dai Territori > Sardegna

Sardegna. Dichiarazioni programmatiche della Presidente Todde. Ledda (Cisl): “Attendiamo che si apra quanto prima confronto con le forze sociali”

10 Maggio 2024 | Dai Territori > Sardegna

“La Presidente e la sua Giunta hanno di fronte cinque anni per dimostrare la loro capacità programmatoria-attuativa e per risolvere almeno alcuni dei problemi più impellenti dell’Isola. Le aspettative di cambiamento, in primo luogo quelle riguardanti le emergenze dell’Isola, hanno necessità di risposte immediate e sono già da subito un banco di prova al giudizio dei sardi. Non faremo mancare le nostre proposte, e le nostre azioni quando necessario!

“Su questo misureremo le competenze, la volontà di dialogo e confronto con le rappresentanze sociali ed economiche, l’autonomia programmatoria e decisionale rispetto ai partiti nazionali di riferimento. L’obiettivo che vogliamo perseguire tutti insieme”, secondo Ledda ” è la promozione di una crescita che contribuisca a generare e redistribuire maggiore ricchezza, ma che sia anche garanzia di un miglioramento della qualità della vita e delle libertà. Quindi quantità e qualità della crescita sono inscindibili, perché misurano e qualificano l’effettività del diritto al lavoro, dell’aspettativa di vita, della salute, dell’istruzione e formazione, del grado di partecipazione alla vita sociale, politica ed economica. Quindi il diritto di cittadinanza e la qualità della democrazia sostanziale.

“Tuttavia, per percorrere questo cammino – aggiunge il segretario generale Cisl – esistono delle pre-condizioni e la più rilevante è l’abbattimento delle diseconomie esterne al processo produttivo. Se l’obiettivo è infatti la creazione di un “sistema Sardegna” e la sua competitività, allora si deve partire dagli investimenti nella infrastrutturazione materiale (reti dei trasporti, dell’energia, delle telecomunicazioni) e dall’utilizzo plurimo delle acque con equità, razionalità ed efficacia. Queste infrastrutture rappresentano l’architrave di tutto. Il complemento altrettanto importante è rappresentato dalle infrastrutture immateriali della filiera formativa (scuola, formazione, Università) e della ricerca scientifica, pura e applicata. Entrambe sono imprescindibili per rilanciare l’economia, garantire l’ammodernamento tecnologico e la stessa innovazione di processo e di prodotto. Il Novecento è finito e dobbiamo competere nella società della conoscenza, che si fonda sulle competenze e sulle informazioni, per generare valore aggiunto nelle attività produttive, nei servizi e nelle reti. Va da sé, che occorrono un capitale umano e i gruppi dirigenti adeguati per tali sfide”. 

Per la CISL Sarda oltre a quanto richiamato sono perciò chiare le seguenti priorità: 

– “una riduzione dei divari di crescita comparata delle imprese sarde, intervenendo sui costi dell’energia, sui trasporti interni ed esterni, sul sistema delle reti;

– una riforma dell’Ente Regione prevedendo l’istituzione di un “Ente intermedio”, finalizzato alla realizzazione del principio di sussidiarietà, in primo luogo attraverso un adeguato trasferimento di poteri, funzioni e risorse;

– una politica di sostegno all’impresa e di rafforzamento dell’occupazione e del mercato del lavoro”.

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