Il Segretario generale della FIM, Ferdinando Uliano, è intervenuto questa mattina a Coffee Break su La7 ospite di Andrea Pancani – “se da una parte abbiamo un’ottima tenuta dell’industria dell’aerospazio e della difesa a queste si contrappongono le pesanti crisi dell’elettrodomestico, della siderurgia e dell’automotive – così il Segretario della FIM che ha lanciato un forte allarme sul comparto degli elettrodomestici, definendo la situazione in grave sofferenza del settore che sconta da anni con ristrutturazioni. Dopo le criticità di Beko ( ex-Whirlpool) oggi un altro gigante del settore Electrolux ha annunciato una pesante ristrutturazione con 1.700 esuberi, un dato drammatico – sottolinea Uliano – che si somma alle criticità già registrate lo scorso anno nel settore. Sul dossier ex-Ilva, il leader della FIM ha denunciato lo stallo istituzionale, ricordando che il sindacato chiede da marzo la convocazione di un tavolo direttamente a Palazzo Chigi. Secondo Uliano, l’esecutivo si trova in forte difficoltà sulla gestione della vertenza, di fronte alla quale la FIM ha avanzato una proposta chiara: lo Stato deve prendere in mano la situazione in prima persona, agendo come imprenditore, per poi costruire alleanze strategiche con i piccoli e grandi imprenditori italiani. La questione dell’acciaio, ha rimarcato il Segretario, resta d’altronde un asset fondamentale e strettamente interconnesso con il futuro della filiera automobilistica.
Proprio sul fronte dell’automotive, Uliano ha evidenziato come la leggera ripresa del settore, non basti a compensare un crollo storico che nel 2025 ha riportato i volumi produttivi indietro di settant’anni. In questo contesto, preoccupa fortemente la situazione dello stabilimento di Cassino, che ha registrato una perdita di un terzo della produzione rispetto all’anno precedente. Il leader sindacale ha avvertito che il futuro del sito laziale rischia di essere seriamente compromesso se l’incontro in programma la prossima settimana non garantirà una precisa strategia di investimenti sui marchi Maserati e Alfa Romeo. Per rilanciare il settore, Uliano ha criticato il taglio del fondo automotive operato dal Governo due anni fa, chiedendo lo stanziamento di risorse importanti per governare la transizione energetica e tecnologica che sta interessando il settore. Una sfida che va affrontata anche a livello europeo: per la FIM non si può investire esclusivamente nella difesa trascurando l’auto, poiché l’eventuale riconversione delle aziende metalmeccaniche verso la componentistica militare può essere un fattore integrativo, ma mai sostitutivo dell’industria automobilistica.
Infine, il Segretario della FIM ha espresso forte soddisfazione per l’accordo siglato da CGIL, CISL e UIL, definendolo un ottimo presupposto per rafforzare i salari reali e per sbarrare la strada ai contratti pirata che cancellano diritti e retribuzioni giuste. Questo accordo, ha concluso Uliano, rappresenta una base solida che si auspica possa favorire il rilancio di un’actione sindacale unitaria anche su altri temi industriali e sociali cruciali per il Paese.






