Bari, 22 maggio 2018. “Pensiamo che questo contratto per il governo del paese sia debole e soprattutto lacunoso su alcuni grandi nodi: crescita, sviluppo, rapporto con l’Europa, giovani e soprattutto Mezzogiorno”. Lo ha affermato il Segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra, a Bari per il consiglio territoriale della confederazione sindacale. “Il Mezzogiorno sembra sia stato eliminato dalle priorita’ da affrontare e risolvere – ha aggiunto -mentre noi continuiamo a ritenere che la crescita e lo sviluppo del Mezzogiorno siano importanti per la ripresa dell’intero Paese. Sulla questione – ha proseguito – bisogna fare scelte importanti, ripristinare politiche differenziate in grado di attrarre gli investimenti, fare grandi opere infrastrutturali, intervenire per quanto riguarda il sostegno al tessuto industriale e produttivo, fare del lavoro una grande priorita’ al Sud sviluppando progettualita’ sulle competenze, sulla formazione, sulle conoscenze e bisogna fare un’azione di contrasto alla criminalita’ organizzata. I temi della legalita’ e della sicurezza al Sud sono centrali per ogni dinamica di crescita e di sviluppo, sul Mezzogiorno bisogna ripristinare risorse ordinarie dello Stato che negli anni sono state smantellate, sbagliata l’idea di utilizzare solo ed esclusivamente fondi di finanziamento europei. Le risorse dell’Unione europea -ha poi concluso Sbarra- devono essere considerate aggiuntive a quelle del bilancio ordinario dello Stato. Su queste cose siamo pronti ad ogni utile confronto, ad ogni dialogo con il governo che verra’ pero’ penso che questi nodi siano centrali per il futuro del nostro Paese”.
Tarantelli. Fumarola: «Vive ogni giorno nella nostra azione quotidiana. L’Accordo di San Valentino resta ancora oggi per noi la più grande lezione»
«Ezio vive ogni giorno nella nostra azione quotidiana. Il suo pensiero è sempre vivo e lo è a maggior ragione in questo tempo così complesso. Il pensiero di un sindacato capace di difendere i lavoratori non solo con il conflitto ma attraverso il confronto». Così la...





