Firenze, 17 luglio 2020 – La situazione negli aeroporti toscani è ancora molto difficile, la ripartenza non c’è e molte compagnie di bandiera non stanno effettuando voli, lasciando gli scali vuoti o semivuoti. Il trasporto aereo è in uno stato di incertezza di cui non si vede la fine ed ha bisogno di provvedimenti mirati da parte del Governo, come il sostegno alle compagnie aeree, ma anche a chi gestisce gli aeroporti, alle società di erogazione di servizi e a tutto l’indotto.
I più penalizzati sono i lavoratori stagionali, impiegati nei servizi di check-in, carico e scarico bagagli, pulizie di bordo e accompagnamento passeggeri, utilizzati nella società Toscana Handling e Consulta, circa 70 addetti fra Firenze e Pisa, rimasti senza reddito. Sono gli ‘invisibili’ del settore: normalmente lavorano dai 3 agli 8 mesi all’anno con la speranza di essere un giorno stabilizzati, ma oggi vivono con la Naspi in esaurimento e senza certezze per il futuro, nonostante nel Decreto Rilancio sia prevista un’indennità Covid di circa 600 euro, che chissà quando e a chi arriverà.
La situazione è preoccupante anche per i lavoratori diretti, circa 900, delle società Toscana Aeroporti (gestore) e Toscana Aeroporti Handling (servizi): a tutt’oggi non vedono segnali di ripresa ed avvertono una certa disaffezione verso il sistema aereoportuale in generale. La maggior parte dei lavoratori è in cassa integrazione e, ad oggi, non è arrivata neanche l’integrazione del Fondo di sostegno al reddito del trasporto aereo (FSTA).
Il trasporto aereo è un settore strategico che, in questa fase critica, necessità di più attenzione, sia da parte del Governo, che da parte della Regione Toscana, che crediamo possa intervenire con incentivi mirati, per rilanciare il turismo e potenziare le condizioni di sicurezza negli aeroporti e sui voli.
A tranquillizzare il comparto non basta il settore Cargo, in lieve ripresa, ma ancora al 50% del regime rispetto a un anno fa, con 45 voli giornalieri su Pisa e 30 su Firenze; tra marzo e maggio i voli erano calati dell’85% rispetto al 2019. Questo non consente un impiego proficuo del personale che in questo momento sta lavorando tra mille disagi, con turni di lavoro improvvisati e discontinui, organizzazione del lavoro estemporanea con turni ‘a chiamata’, servizi di mensa inesistenti, mancanza di certezza e informazione per quanto riguarda tutti gli aspetti organizzativi. Una situazione che genera malumore diffuso che, senza risposte, potrebbe portare a situazioni di protesta e manifestazioni. Per questo chiediamo di aprire subito un confronto con le aziende interessate, per fare il punto e ristabilire corrette relazioni, per cercare di trovare le soluzioni più idonee per il lavoro e il personale e soprattutto per infondere fiducia e certezza per i prossimi mesi che dovranno essere affrontati insieme, lavoratori e aziende.
Toscana. Cisl: nel trasporto aereo è ancora emergenza
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