Firenze, 28 ottobre 2016. In Toscana non c’è solo il nodo fiorentino dell’alta velocità a far discutere. A pochi mesi dall’apertura dei cantieri torna in alto mare anche il raddoppio della linea Pistoia-Montecatini-Lucca, che prevede anche la soppressione di 17 passaggi a livello e l’adeguamento delle stazioni. “Tra contestazioni, localismi e progetti alternativi che spuntano come funghi – dice Stefano Boni, segretario della Fit-Cisl Toscana – si rimette in discussione e ritarda un’opera attesa da 40 anni. A tutto danno dei pendolari che ogni giorno usano il treno e dei posti di lavoro che si potrebbero creare.” “Ormai – dice Boni – per le ferrovie toscane ci sono più progetti che binari. E dire che solo nella primavera scorsa governo e istituzioni toscane avevano dettato i tempi (primo lotto Pistoia-Montecatini inizio lavori ad aprile 2016; progetto definitivo per la Montecatini-Lucca gennaio 2017; termine dell’intera opera entro il 2019) e stanziato le risorse: 200 milioni dal governo e 235 dalla Regione.” “Ma dopo pochi mesi dall’apertura dei cantieri – aggiunge il segretario Fit – ecco i primi dubbi, di singoli cittadini, comitati e degli stessi comuni interessati, su costi/benefici, tracciato, disagi, eccetera. Il Comune di Montecatini Terme, dove la ferrovia passa in mezzo alla città, si è espresso contro il raddoppio ‘a raso’ e ha chiesto alle Ferrovie di rifare l’intero progetto prevedendo una ferrovia a doppio binario in sopraelevata che dovrebbe seguire il tracciato attuale. A seguire il Comune di Pieve a Nievole ha chiesto che venga fatto in sopraelevata anche il tratto Pieve-Montecatini. Con tempi di realizzazione molto più lunghi e costi maggiori (la sopraelevata di Montecatini dovrebbe costare circa 30 milioni, il tratto Pieve-Montecatini circa 90 milioni) completamente da finanziare. Senza contare che se si scegliesse questa ipotesi l’attuale linea ferroviaria dovrebbe rimanere chiusa per almeno due anni, con aumento di traffico, inquinamento e disagi a non finire per i lavoratori, pendolari studenti e tutti quelli che saranno costretti ad utilizzare il mezzo privato.” “Le Ferrovie FS-RFI, che non hanno nessuna fretta – prosegue Boni – si sono rese disponibili a valutare, studiare e progettare qualsiasi altra soluzione. Insomma, si potrebbe dover ripartire dall’inizio, con la progettazione preliminare e gli studi di fattibilità per verificare se l’infrastruttura è necessaria oppure si può fare un’altra scelta. Dimenticando che c’è una gara già aggiudicata a una ditta, che ha iniziato i lavori, attenendosi ad un progetto chiaro e deliberato dalle Ferrovie, dalla Regione e dal Governo.” “La Fit-Cisl, come nel caso anche di altre infrastrutture già deliberate e approvate dagli organi competenti, chiede di non perdere tempo e rispettare i tempi di realizzazione” dice Boni. “Nel caso di infrastrutture che interessano più regioni, più province e più comuni, e che quindi sono un bene nazionale per lo sviluppo e l’ammodernamento del Paese, non possiamo lasciare che ogni territorio interessato all’attraversamento metta dei paletti, con modifiche sostanziali e aumenti di spesa incontrollati. E’ necessario che l’istituzione principale guidi i cambiamenti, coinvolgendo sì i territori, ma poi assumendosi la responsabilità e decidendo la strada una volta per tutte e facendo rispettare i tempi. Non possiamo perdere l’ennesima opportunità, sia per creare lavoro e sviluppo, sia per dare un servizio efficiente ed efficace ai cittadini, pendolari e lavoratori, della Toscana.”
Toscana. Fit Cisl Toscana: più progetti che binari. Torna in alto mare anche il raddoppio Pistoia-Montecatini-Lucca
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