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Toscana. Sanità privata: via alla mobilitazione nella regione

5 Febbraio 2019 | Dai Territori, Dai Territori > Toscana

Toscana. Sanità privata: via alla mobilitazione nella regione

5 Febbraio 2019 | Dai Territori, Dai Territori > Toscana

Firenze 5 febbraio 2019 – I delegati toscani di Cgil, Cisl, Uil della sanità privata, provenienti da tutti i territori in rappresentanza degli oltre tremila operatori del settore, hanno chiesto alle tre organizzazioni sindacali di proclamare lo stato di agitazione e il rafforzamento della mobilitazione.
E’ quanto emerso dall’attivo unitario che le Federazioni regionali della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil hanno convocato, nell’ambito della mobilitazione nazionale in corso per la chiusura del rinnovo del Contratto.

“E’ una situazione vergognosa e inaccettabile – ha detto Riccardo Bartolini, segretario Funzione Pubblica Cgil – che vede il contratto nazionale fermo dal 2007. E nonostante il rinnovo del contratto della sanità pubblica del 2018 prosegue il blocco e la melina da parte delle associazioni datoriali Aiop e Aris”.

“Di fronte alle richieste dei gestori privati di dare pari dignità fra strutture sanitarie pubbliche e private – ha aggiunto Marco Bucci, segretario della Cisl Fp regionale – i datori di lavoro continuano a voltarsi da un’altra parte, dimenticando l’elemento centrale attorno a cui ruota una vera pari dignità dei servizi e delle credibilità del sistema: il salario dei lavoratori, che vede mediamente quelli della sanità privata riscuotere 200 euro in meno al mese: una situazione non più tollerabile.

Poco più di tremila sono i lavoratori della sanità privata in Toscana rispetto agli oltre 200 mila a livello nazionale. La Toscana non è dunque fra le regioni con la maggiore concentrazione di strutture private, ma negli ultimi anni il loro fatturato è cresciuto complessivamente in modo significativo: oltre il 33 % dal 2013 al 2017. “Al tempo stesso – afferma Fabrizio Grassi della Uil-Fpl regionale – non si hanno segnali di crisi degli utili, anche se il sistema ha le sue difficoltà di copertura delle risorse. Il fatto è che 12 anni di attesa non giustificano un giorno in più di ritardo per il rinnovo.”

Le categorie di Cgil, Cisl e Uil regionali chiedono un intervento anche al presidente della Regione Enrico Rossi e all’assessore alla Salute Stefania Saccardi, perché anche la politica si muova a sostegno dei lavoratori. Si tratta di servizi per i quali il grosso dei finanziamenti delle case di cura e dei centri di riabilitazione rimane pubblico. Anche i responsabili della Regione non possono più tollerare una situazione del genere. Le segreterie regionali hanno pertanto chiesto un incontro per approfondire il problema e chiedere una rapida presa di posizione in Conferenza delle Regioni.

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