COMUNICATO STAMPA Belluno, 25 ottobre 2018. Prosegue la battaglia dei sindacati di polizia penitenziaria Cisl Fns, Cgil Fp, Uspp, Sappe, Osapp, Fsa Cnpp, in stato d’agitazione da settembre Carcere di Belluno, attesa per i prossimi giorni la ricognizione da parte di due commissari di Polizia penitenziaria delle sedi candidate ad ospitare la sezione Articolazione per la Tutela della Salute Mentale, prima tra tutte la Casa Circondariale di Padova. “Una buona notizia – commentano i sindacati di polizia penitenziaria Cisl Fns, Cgil Fp, Uspp, Sappe, Osapp, Fsa Cnpp -, ma conoscendo la lentezza della macchina burocratica, manteniamo saldo lo stato di agitazione del personale proclamato a settembre”. Prosegue lo stato di agitazione degli agenti di polizia penitenziaria che da tempo denunciano la criticità della situazione in cui versa la sezione del carcere di Baldenich che ospita i detenuti con problemi psichici, chiedendone la chiusura e il trasferimento. “Siamo impegnati in questa battaglia da quasi tre anni, ossia da prima dell’apertura della sezione psichiatrica – proseguono i rappresentanti sindacali – e seppur consapevoli della complessità delle procedure amministrative, ribadiamo l’urgenza di una risoluzione del problema, poiché le condizioni attuali non sono più tollerabili in considerazione del concreto rischio di episodi che mettano a repentaglio l’incolumità psico-fisica dei poliziotti”. “Nella sezione Articolazione per la Tutela della Salute Mentale – spiegano i rappresentanti dei sindacati di polizia penitenziaria Cisl Fns, Cgil Fp, Uspp, Sappe, Osapp, Fsa Cnpp – vi sono persone detenute con patologie psichiche, alle quali, a differenza da quanto dichiara la Ulss di Belluno, non è garantita un’assistenza efficace, poiché il personale infermieristico non è affatto specializzato nel campo psichiatrico, ma sono dipendenti di cooperative, anch’essi vittime di scelte scellerate da parte dell’Amministrazione penitenziaria e della Sanità veneta: si limitano alla somministrazione della terapia, quando ci riescono, coprendo, quando va bene, solo la metà dell’orario, per altro già insufficiente, impartito dalle varie disposizioni di servizio. Stessa cosa o anche peggio per quanto riguarda gli specialisti: è tutto documentato nei registri di sezione”. “La regressione dei soggetti ristretti presso la sezione psichiatrica del penitenziario di Baldenich – concludono i sindacati – potrebbe rivelarsi un grave problema sociale, qualora a fine pena, gli stessi vengano riversati nel territorio. Una cosa che le istituzioni locali non dovrebbero sottovalutare”.
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