Le segreterie di Femca Cisl Romagna e Uiltec Uil di Ravenna hanno letto sugli organi di stampa locali le preoccupazioni della Filctem Cgil di Ravenna su quanto sta accadendo nello stabilimento VERSALIS di Ferrara e sul rischio di un “effetto domino” nello stabilimento VERSALIS di Ravenna.
Stiamo parlando dell’annuncio da parte di VERSALIS di aprire una procedura ex legge 223/91 (NASPI) per un massimo di 30 lavoratori del sito di Ferrara che, con un accordo incentivato e di “non opposizione” si agganciano alla pensione due anni prima.
Come riportato nel comunicato dei colleghi di Femca e Uiltec unitamente alla RSU di VERSALIS Ferrara, durante tale comunicazione da parte di VERSALIS, nessuna organizzazione sindacale ha posto obiezioni, anche perché questa è una prassi consolidata che da anni viene adottata in molti siti di VERSALIS, Ravenna compresa. Ricordiamo ad esempio, le aperture di procedure relative ad altri ammortizzatori sociali quali contratto di espansione e isopensione dove è stato siglato un accordo per Enilive da tutte le organizzazioni sindacali il 6 maggio scorso.
Tutte situazioni nelle quali i lavoratori e le lavoratrici in modo volontario facevano a gara per accedervi, visto anche il supporto di accordi sindacali con incentivazione economica all’esodo insieme alla possibilità di uscire dalla fabbrica avendo certa la data di accesso alla pensione. Considerate anche le normative che hanno progressivamente allungato sempre più l’età pensionabile, si trattava dunque di esodi di dipendenti ENI dei quali ne hanno beneficiato anche parecchi iscritti e sindacalisti della Filctem.
Su una cosa siamo d’accordo con la Filctem: sull’importanza strategica della chimica in Italia.
Per questo motivo la Femca e la Uiltec hanno firmato il protocollo di riconversione dei siti di Brindisi, Priolo e Ragusa, così come successivamente tutte le organizzazioni sindacali, compresa la Filctem e le relative RSU dei siti interessati, hanno firmato gli accordi per la gestione operativa e gli stati di avanzamento degli investimenti inseriti nel protocollo che NOI abbiamo firmato.
Comunque ci fa piacere che la Filctem si preoccupi di cosa accada in casa d’altri, ma forse e meglio che si informi prima con i diretti interessati su quanto sta accadendo nei siti in riconversione.
Riguardo la posizione della Filctem CGIL di non firmare quel protocollo è una scelta che non condividiamo ma che rispettiamo, cosi come rispettiamo le mobilitazioni e gli invitati politici eccellenti, come Giuseppe Conte, che se non ricordiamo male qualche tempo fa, da Presidente del Consiglio, con il suo “blocca trivelle”, ha arrecato danni al mondo oil & gas. Ognuno sceglie gli invitati che più gli aggradano, ma questo non significa essere legittimati a strumentalizzare e falsificare la realtà in modo perenne e in ogni occasione che si presenti, anche su temi riferiti alla sicurezza.
In conclusione ci sorprende la “denuncia “della Filctem sulla mancanza di unità sindacale sulla vertenza VERSALIS. Dopo l’annuncio di VERSALIS a Ferrara della “prospettiva dell’espulsione del 10% della forza lavoro” e l’accusa rivolta a Femca e Uiltec di “difendere la posizione aziendale più che i posti di lavoro” riteniamo che tutto ciò abbia dell’incredibile perché la firma di un accordo, così come la firma di un protocollo, non è solo la difesa dei lavoratori, ma è la difesa di un settore come quello chimico che è in forte difficoltà non solo in Italia. Solo con l’assunzione di responsabilità firmando degli accordi che ci permettono di esigere da Eni gli investimenti necessari possiamo cercare di assicurarci un futuro produttivo nella chimica che da sempre risente degli effetti geopolitici e di politiche europee che rendono il settore, seppur strategico, sempre meno competitivo rispetto alle produzioni extraeuropee.






