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Legge Stabilità 2016. Misure relative alle politiche sociali e sanitarie

Roma, 15 gennaio 2016. Il testo della Legge di Stabilità varato dal Parlamento, rispetto a quello presentato dal Governo, pur contenendo alcune novità in tema di politiche di welfare, ne conferma la filosofia e l’impianto generale.

Si inverte il trend regressivo della spesa – con la conferma delle risorse del Fondo politiche sociali e per le Non autosufficienze, l’istituzione di quello per il “dopo di noi” e del Fondo per la lotta alla povertà con relativo Piano nazionale - e si prevedono positivi interventi di riordino delle prestazioni economiche assistenziali (sia pure con una delega al Governo dai contorni non ben definiti) e di sostegno al welfare contrattuale (anche se del solo comparto privato). Ma non c’è una scelta strategica di ripensamento e rinnovamento complessivo per rendere le politiche di welfare, insieme a quelle per la crescita, un asse prioritario per contrastare la crisi e favorire un diverso sviluppo per il Paese.

Permangono, infatti, elementi di debolezza, contraddizione e rigidità strutturali del sistema che non garantiscono equità e non contrastano le crescenti diseguaglianze e l’esclusione sociale.

Infatti per le politiche sociali permane la frammentazione, disarticolazione e sottofinanziamento degli interventi ed il rimando a numerosi successivi provvedimenti attuativi, così come si registra il mancato rifinanziamento del piano straordinario per i servizi all’infanzia.

Per la sanità si conferma una politica di controllo e blocco della spesa, che – dopo i tagli lineari degli scorsi anni – continua a scaricare sulle Regioni le responsabilità della gestione e della riorganizzazione dei servizi e dei conseguenti costi. Dal Governo continua a mancare una governance del sistema orientata verso una vera riqualificazione dell’offerta sanitaria sia territoriale che ospedaliera.

In sostanza sembra mancare una decisa volontà politica di riforma del sistema: investendo risorse, innovando il sistema di governance, definendo priorità e obiettivi, integrando e concentrando le azioni e gli interventi, garantendo maggiore efficienza e trasparenza dei soggetti erogatori dei servizi, valorizzando le professionalità impegnate in campo sociale e sanitario.

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