E’ stata siglata, in Conferenza Stato/Regioni, l’Intesa sui nuovi Lea. E, in base a quanto dichiarato dal Ministro Lorenzin, con l’entrata in vigore del provvedimento, finalmente saranno erogate, su tutto il territorio nazionale, le stesse prestazioni già assicurate in alcune regioni. Diversamente dal Ministro, come Cisl, riteniamo che l’approvazione dei nuovi Lea non sia sufficiente a superare tutte le criticità e le disparità del sistema sanitario. Un’affermazione, quindi, alquanto discutibile, a nostro avviso, se si considera il quadro generale in cui versa il servizio sanitario nazionale. I nuovi Lea, che sostanzialmente condividiamo anche per il lavoro di aggiornamento e revisione di tutto il pacchetto assistenziale, non risolvono lo stato di crisi del nostro sistema sanitario. Come non lo hanno risolto i “vecchi” Lea attualmente vigenti. L’approvazione dei Lea è certamente un passo avanti che va nella giusta direzione. Ma in assenza di interventi mirati ad una ridefinizione degli assetti istituzionali, sia organizzativi che gestionali, del sistema sanitario, il “pacchetto” Lea, ancora una volta, in molte regioni, non garantirebbe le prestazioni. La sanità, ormai da troppi anni, è soggetta a continui tagli di spesa ‘lineari’, pur a fronte di una spesa sanitaria sotto controllo e tendenzialmente in diminuzione. Gli stessi piani di rientro, applicati nelle regioni con bilanci in disavanzo, hanno conseguito ottimi risultati sul versante economico-finanziario e, quasi niente, sul versante della qualità e dell’efficienza dei servizi. Con la conseguenza di un forte aggravio sui bilanci delle famiglie, già appesantite dalla crisi economica e dalla mancanza di lavoro. Noi riteniamo che il Sistema sanitario, in assenza di una nuova e vera Governance, finalizzata alla riqualificazione del sistema salute, abbia raggiunto un livello di rischio molto elevato sul versante della sua sostenibilità e, quindi, della sua tenuta. A poco sono serviti i numerosi provvedimenti, emanati in questi anni, in materia sanitaria. Di fatti manca una visione complessiva del Ssn che guardi al futuro e che consenta di capire cosa il Governo voglia fare della sanità pubblica al di là dei proclami sull’universalismo.
Approvati i Nuovi Livelli essenziali sanitari
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