20 aprile 2016. Nell’ultimo incontro avuto presso l’assessorato all’Agricoltura, con il Commissario straordinario per i Consorzi di Bonifica prima e con l’Assessore Di Gioia poi, le Organizzazioni sindacali regionali hanno ribadito con forza e determinazione che la crisi dei consorzi di bonifica non è sicuramente da ascrivere ai dipendenti ed hanno stigmatizzato la campagna denigratoria che in questi giorni appare su diversi quotidiani regionali e locali. A seguito di quanto prospettato dal Commissario i sindacati hanno dato la piena disponibilità affinché si dia avvio alla stagione irrigua attraverso l’assunzione degli operai irrigui, ma hanno evidenziato che è necessario reperire le somme per poter procedere all’assunzione anche degli operai a tempo determinato che svolgono l’attività di tutela e salvaguardia del territorio, evidenziando che da parte di molti comuni e proprietari viene chiesto l’intervento di manutenzione dei canali. Inoltre la Regione Puglia ha chiesto che si proceda alla pulizia delle aree, infestate da vegetazione, al fine di evitare pericoli di incendio. Non da ultimo è stato evidenziato che per lo svolgimento di queste attività è necessario il supporto della struttura nella quale i dipendenti non percepiscono lo stipendio anche dal mese di gennaio. Nonostante le rassicurazioni dell’Assessore è spontanea la preoccupazione dei sindacati che hanno paventato il timore che la legge di riordino non sia conclusa entro il mese di giugno, cosa che aggraverebbe la situazione economica dei lavoratori. In merito alla riduzione dei costi del personale i sindacati hanno ribadito la necessità di procedere in primo luogo alla riduzione dei costi di funzionamento dei consorzi che non sono solo ed esclusivamente quelli del personale (vedi energia elettrica, costo dell’acqua, etc.). Per quanto concerne il costo del personale i sindacati sono assolutamente contrari alla riduzione della retribuzione base dei lavoratori in quanto scaturisce da un Contratto Collettivo Nazionale e quindi con tutte le tutele conseguenti, ma hanno dato piena disponibilità a discutere sugli oneri accessori quali straordinario, indennità di trasferta, reperibilità, etc. Altro aspetto, certamente non meno importante, è quello della disponibilità del personale a svolgere attività non rientranti nelle proprie mansioni, quindi assolvere volontariamente a doppia ed in alcuni casi tripla mansione, al fine di svolgere con celerità e professionalità, l’attività in quei settori e/o uffici, strategici ed indispensabili al buon funzionamento degli enti, dove c’è carenza di personale. Infine è stato chiesto che si avvii un confronto sempre più stretto tra le parti al fine di avere un costante esame dell’evolversi della situazione ed affrontare le varie problematiche che di volta in volta si presenteranno.
Puglia. Fai Cisl: “Crisi dei consorzi di bonifica non è sicuramente da ascrivere ai dipendenti”
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