Roma, 26 Maggio 2016 – “Saranno i prossimi giorni a fare piena luce sul disastro di ieri sul lungarno, a Firenze, che solo per miracolo non ha causato vittime. Ma è più che evidente che serve un cambio di passo sulle strategie di messa in sicurezza dei territori. I numeri dimostrano che lo stato di salute idrogeologica delle nostre città sta precipitando: oltre 7 Comuni su 10 sorgono in aree a rischio. Non c’è più tempo da perdere, dobbiamo avviare un Piano nazionale pluriennale e partecipato per la manutenzione, la tutela e la messa in sicurezza dei territori”. Lo ha detto a Firenze Luigi Sbarra, Segretario generale della Fai-Cisl, che oggi celebra nel capoluogo toscano il proprio consiglio generale regionale. “Occorrono risorse vere – ha aggiunto il leader della federazione agroindustriale-ambientale della Cisl – e progetti in grado di realizzare l’unica vera grande opera che serve al Paese: la riqualificazione aree troppo a lungo dimenticate. I numeri sui danni causati da dissesto sono impietosi – ricorda il sindacalista -: 25 miliardi di spese per gli interventi di ricostruzione negli ultimi 20 anni, 18 vittime solo nel 2015. La Fai Cisl chiede alle Regioni e al Governo di battere un colpo prima che sia troppo tardi e si registrino altre tragedie. Serve un luogo di coordinamento nazionale che sviluppi politiche integrate, un’Agenzia partecipata da Regioni e forze sociali supervisionata dallo stesso Esecutivo. Servono interventi ben coordinati e partecipati dalle parti sociali, entro un disegno organico nazionale che valorizzi i Consorzi di Bonifica e il comparto della Forestazione secondo un modelli produttivi e conservativi. Occorre coinvolgere grandi città e piccoli centri urbani con una programmazione vera, trasparente, finanziata anche con fondi europei. Il Governo nazionale e le autonomie regionali hanno il dovere di dare risposte all’altezza, non c’è altro tempo da perdere. La Fai Cisl è in campo e pronta a dare il suo contributo”, conclude Sbarra.
Dissesto idrogeologico. Sbarra (Fai Cisl): Firenze invoca un cambio di passo sulle strategie di messa in sicurezza dei territori”
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