Roma, 26 maggio 2016 – La Camera ha approvato in via definitiva la legge delega per la riforma del terzo settore. Il provvedimento era stato già approvato in prima lettura dalla Camera poi modificato nel passaggio al Senato il cui articolato è stato comfermato. “Il varo della riforma del Terzo Settore è un passaggio positivo per il Paese, perché offre finalmente un quadro legislativo che potrà essere più chiaro e coerente. Per dargli il valore di una vera riforma, però, la nuova normativa si dovrà incardinare all’interno di un ripensamento complessivo del nostro welfare”. E’ quanto sostiene in una nota il Segretario Confederale della Cisl Maurizio Bernava. “Per questo nel delicato percorso che porterà alla approvazione dei decreti attuativi della Legge – sottolinea – chiediamo sia posta dal Governo e dal Parlamento più attenzione al confronto sociale, affinché la recente disciplina del Terzo Settore divenga un elemento propulsore e una leva per innovare l’attuale sistema di welfare e protezione sociale. “La Cisl, per questi motivi -aggiunge Bernava – nell’iter dei provvedimenti attuativi chiederà che questi siano caratterizzati da alcuni elementi fondamentali di vero cambiamento quali: la responsabilità verso l’interesse generale e l’innovazione sociale, la partecipazione, la trasparenza e la legalità. Un profondo mutamento che caratterizzerà il Terzo Settore, in particolare quello a vocazione imprenditoriale, riuscirà così a favorire l’urgente ripensamento e la riorganizzazione del welfare sociale. Un’esigenza questa per la quale spicca nel Paese l’assenza di attenzione, di dibattito e di scelte. Per la Cisl – conclude il Segretario Confederale – serve realmente al Paese un “social act”, non come insieme di misure e interventi, ma quale ambito in cui si ridisegnano le strategie, si ridefiniscono obiettivi e indirizzi delle politiche sociali e assistenziali, si riorganizzano i modelli di governance e si riorientano risorse per il welfare in modo da rispondere ai fabbisogni crescenti di una società con sempre più ampie fasce di vulnerabilità, povertà ed esclusione”.
Terzo Settore. Bernava: “La riforma è un passaggio positivo per il Paese se incardinata nel ripensamento e nella riorganizzazione del welfare”
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