Roma, 26 settembre 2016. Si è tenuto oggi presso il Ministero dello Sviluppo economico, alla presenza del viceministro Teresa Bellanova, del sindaco di Sesto San Giovanni, di un rappresentante della Regione Lombardia e dei sindacati territoriali e nazionali, un incontro con i rappresentanti di Alstom Power Italia e Ge sulla vertenza del sito di Sesto San Giovanni. L’azienda ha assunto un atteggiamento arrogate e irresponsabile, arroccandosi sulle proprie posizioni e rifiutando la proposta di mediazione del viceministro di attivare un tavolo di confronto con le parti per individuare una soluzione alternativa ai licenziamenti. Nello specifico l’azienda ha dichiarato di non avere nessuna intenzione di mettere in vendita oltre al sito anche la proprietà intellettuale ad un possibile acquirente. L’azienda si è limitata a prevedere delle ricollocazioni di alcuni degli esuberi del sito lombardo, oltre che nei siti del Piemonte e della Toscana, anche in quelli di Puglia e Campania, e licenziamenti incentivati per la quasi totalità dei lavoratori. Secondo la Fim, siamo agli antipodi di quello che dovrebbe fare un Gruppo come General Electric, e cioè politica industriale invece che disinvestimento, sviluppo invece che chiusura di stabilimenti, occupazione invece che licenziamenti. La multinazionale deve cambiare verso. Vogliamo dare prospettive ai lavoratori e impedire che si faccia deserto. Domani mattina è convocata nello stabilimento di Sesto l’assemblea dei lavoratori per decidere le forme di mobilitazioni da mettere in campo. Sabato prossimo, primo ottobre, è stata organizzata un’assemblea pubblica a Sesto San Giovanni che, alla luce dell’incontro di oggi, assume un’importanza ancora maggiore e che prevede il coinvolgimento delle istituzioni locali e della cittadinanza.
Metalmeccanici. Ge, Alstom Power. Fim Cisl: “No chiusure ma prospettive di lavoro e occupazione”
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