10 Febbraio 2017 – “Le posizioni di chiusura non appartengono ai valori e alla cultura delle nostre comunità, come dimostra l’integrazione dei molti immigrati che vivono da anni nel nostro territorio e lavorano nelle nostre aziende”.
Lo afferma la Cisl Emilia Centrale a proposito delle polemiche sull’annunciato arrivo di 219 profughi nei Comuni del cratere.
«Non si può negare che l’Area Nord stia ancora affrontando le problematiche della ricostruzione post sisma – dichiara Domenico Chiatto, responsabile delle politiche dell’immigrazione per la segreteria Cisl Emilia Centrale – Tuttavia la Bassa Modenese è sempre stata aperta e solidale e non c’è motivo che non debba continuare a esserlo. Gli stessi numeri illustrati dal prefetto non possono, a nostro avviso, costituire elementi di preoccupazione.
È vero che nell’Area Nord sta aumentando la percezione di insicurezza, ma sarebbe sbagliato collegare gli episodi di cronaca nera solo ed esclusivamente all’immigrazione». Per Chiatto i profughi hanno diritto all’accoglienza e a un percorso d’integrazione, così come deciso dal nostro Paese, per cui vanno individuate le condizioni più adatte che consentano ai profughi di essere redistribuiti, anche temporaneamente, su tutto il territorio provinciale. Secondo il sindacalista Cisl una delle soluzioni possibili è la predisposizione di bandi rivolti ai privati per mettere a disposizione appartamenti con il meccanismo dell’incentivo.
«Non è un problema di costi, perché le risorse ci sono, provengono dall’Unione europea e sono destinate a questo specifico capitolo di spesa, diversamente da quanto sostengono alcune forze politiche – sottolinea Chiatto – Le difficoltà di cittadini italiani che vivono ancora situazioni di disagio per il post terremoto o hanno subìto sfratti vanno affrontate separatamente con gli idonei percorsi e provvedimenti legislativi. Auspichiamo, perciò, – conclude il responsabile delle politiche dell’immigrazione per la segreteria Cisl Emilia Centrale – che nella ricerca delle soluzioni possibili siano coinvolti tutti gli attori del territorio, dalle istituzioni alla politica alle parti sociali».
Emilia Romagna. Profughi nella Bassa Modenese, Cisl: “Le posizioni di chiusura non appartengono alla nostra cultura. Coinvolgere il territorio nella ricerca di soluzioni”
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