Matera, 4 maggio 2017. Il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, valuta positivamente l’inasprimento delle attività di contrasto al lavoro irregolare in agricoltura da parte degli organi ispettivi e delle forze dell’ordine. “Le molteplici irregolarità riscontrate nei controlli effettuati lungo la fascia jonica in concomitanza con la raccolta dei prodotti agricoli del metapontino – commenta Cavallo – evidenziano purtroppo che c’è ancora molto da lavorare per affermare la cultura della legalità in agricoltura e che i soli strumenti repressivi, pur inaspriti con la recente legge contro il caporalato, non bastano. La repressione va accompagnata – secondo il segretario della Fai Cisl – da misure di prevenzione e incentivazione del lavoro di qualità e soprattutto da un grande lavoro ‘sociale’ che ristabilisca il valore delle regole dentro la comunità dei produttori agricoli e nei territori più marginali dove la malerba del caporalato trova il suo nutrimento. Purtroppo dobbiamo registrare ritardi nel pieno avvio della cabina di regia per il lavoro agricolo di qualità insediata presso l’Inps ma non ancora decollata, ritardi che non sono giustificabili, né possono considerarsi coerenti agli impegni assunti dalle parti coinvolte, in particolare dal governo e dai rappresentanti dei produttori. Così come non è più rinviabile il rinnovo dei contratti agricoli provinciali. Proprio la contrattazione – spiega Cavallo – deve diventare il principale terreno dove sviluppare, attraverso gli strumenti della bilateralità, quella cultura della partecipazione che è uno dei capisaldi della legge 199 contro il caporalato. Occore fare della rete del lavoro agricolo di qualità – conclude Cavallo – il punto di svolta nella strategia di messa al bando degli imprenditori disonesti che sfruttano i lavoratori e inquinano il mercato con pratiche scorrette e nel far emergere, come merita, la buona impresa agricola socialmente responsabile che valorizza il lavoro e punta sulla qualità”.
Basilicata. Fai Cisl regionale: “ Sul caporalato la repressione non è sufficiente, servono contrattazione e partecipazione”
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