Roma, 20 giugno 2017. “Ancora donne vittime di caporali, ancora madri ricattate e piegate a una logica di violenza che la nuova legge sa affrontare solo sotto il profilo della repressione. Anche in vista della stagione estiva, serve uno scatto civile, un’accelerazione verso strumenti partecipati che diano concretezza all’altra gamba della riforma: quella della prevenzione. Gli arresti in Puglia rappresentano l’ennesimo e importante segnale di un corso che però va ancora completato”. Lo afferma in una nota Raffaella Buonaguro, segretaria nazionale della Fai, la federazione agroalimentare della Cisl, in relazione ai recenti arresti nel brindisino per caporalato. “La condizione nelle campagne di tante donne italiane e straniere continua ad essere insostenibile. Pesano anche i ritardi nell’attivazione della Cabina di Regia presso l’Inps contemplata dalla Legge 199 per orientare insieme alle parti sociali le ispezioni, ma mai decollata sia al livello nazionale che territoriale. La Fai Cisl è impegnata in questi mesi nel rinnovo di tanti Contratti provinciali che integrino innovazioni coerenti con la nuova disciplina e contengano elementi di forte garanzia per il lavoro femminile. Ma senza una svolta nella partita della Cabina e della Rete di qualità, la lotta rimane impari. Per dare forza all’indispensabile presidio della contrattazione decentrata e della bilateralità agricola occorre un segnale forte da parte dell’Esecutivo verso un modello di contrasto che sia davvero partecipato, con l’attivazione immediata e completa di tutte le articolazioni sociali della nuova legge”.
Caporalato. Fai Cisl: “Bene arresti nel brindisino. Ora il Governo attivi cabina di regia per vera prevenzione”
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