Roma, 22 settembre 2017 – Chiaro l’esito del Referendum in Ferroli, in cui, dopo una trattativa lunga e difficile e quasi un mese di sciopero, i lavoratori hanno dato l’ok alla firma dell’intesa per la gestione degli esuberi, dopo che la Ferroli Spa aveva aperto, nel mese di luglio, la procedura di licenziamento collettivo. L’intesa era stata siglata dalla sola FIM Cisl, poiché la Fiom Cgil aveva ritirato la delegazione dal tavolo nelle fasi finali della trattativa. “La nostra organizzazione – dichiarano Roberta Roncone della Segreteria nazionale della FIM e Luca Mori, Segretario Generale della FIM Cisl di Verona – ha l’abitudine di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e di non lasciare mai soli i lavoratori e le lavoratrici, dando il proprio contributo professionale ed umano anche e soprattutto in momenti così difficili della vita delle persone, ovvero quando si rischia il posto di lavoro. Siamo soddisfatti dellíesito del referendum perché l’intesa consentirà di fatto di ridurre gli esuberi dichiarati del 47%, anche grazie allíoperazione cooperativa nel reparto fonderia ed altre uscite volontarie. Ci sarà inoltre, un sistema incentivante, a partire dai volontari, e inizieranno i percorsi formativi necessari, sia per chi resta, sia per chi uscirà. Siamo convinti che l’intesa sia la migliore possibile in una fase così difficile della vita dell’azienda, che non è ancora terminata, e che l’alternativa sarebbe stata assai peggiore per tutti i dipendenti. Ora la direzione ci deve dimostrare che crede davvero nel rilancio della Ferroli, del suo marchio e della sua storia, poiché ci sono molti punti che vanno ancora chiariti in particolare sugli investimenti in alcuni reparti. Abbiamo fatto l’accordo anche per lo stabilimento di Ferrara e le due intese saranno entrambe ratificate al Ministero del Lavoro il prossimo 25/09/2017”.
Veneto. L’89% dei lavoratori dice sì all’intesa firmata solo dalla FIM in Ferroli Roncone
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