«Il primo grande merito del libro di Giorgio Merlo è rimettere il cattolicesimo sociale non dentro una teca della storia, ma nel dibattito vivo sul futuro della democrazia, sulla rappresentanza, sui corpi intermedi, sulla capacità del Paese di cambiare senza lasciare indietro le persone. Da questo punto di vista, la CISL è parte essenziale di questa storia. Ha sempre incarnato una forma originale di sindacalismo popolare, riformista, autonomo, radicato nella società».
Lo ha affermato la Segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, intervenendo oggi a Palazzo Madama alla presentazione del libro di Giorgio Merlo Il cattolicesimo sociale, la Cisl, Franco Marini (Edizioni Lavoro), alla presenza dell’autore e con gli interventi di Dario Franceschini, Fausto Bertinotti e Agostino Giovagnoli.
Nel suo intervento, Fumarola ha ribadito il valore dell’autonomia sindacale quale elemento fondante dell’identità della CISL. «L’autonomia per la CISL non è un artificio tattico. È una scelta di libertà e responsabilità. Significa giudicare nel merito, senza pregiudizi e senza subalternità; dialogare con tutti, ma non farsi dettare la linea da nessuno. Solo un sindacato libero può rappresentare davvero le persone che gli affidano fiducia, voce e speranza».
Ricordando la figura di Franco Marini, la leader della CISL ha sottolineato come l’ex Segretario generale abbia incarnato questa autonomia nella pratica quotidiana, facendo della contrattazione uno strumento di crescita, partecipazione e tutela del lavoro. «La contrattazione, per lui, non era mai una procedura, ma un lavoro serio, paziente, spesso duro. Richiedeva preparazione, conoscenza, tenacia, capacità di capire quando spingere il confronto e quando costruire una sintesi utile».
Fumarola ha quindi richiamato la necessità di rafforzare il ruolo delle parti sociali in una fase di profonde trasformazioni economiche e produttive. «Abbiamo bisogno di una politica e di parti sociali capaci di parlare il linguaggio della verità, di indicare soluzioni praticabili, di non cedere ai populismi. Il sindacato ha un ruolo preciso: rappresentare il lavoro mentre cambia; difendere salari, tutele e diritti; governare le transizioni; rafforzare la contrattazione decentrata; investire sulla formazione; rimettere al centro la sicurezza».
In questo quadro, la Segretaria generale della CISL ha evidenziato il valore della piattaforma unitaria definita da CGIL, CISL e UIL per aprire un confronto con le associazioni imprenditoriali su rappresentanza, contrattazione, salari, produttività, innovazione, competenze, salute e sicurezza, partecipazione. «È un primo passo importante di unità sindacale sui contenuti che ha un valore politico chiaro: rimettere al centro un riformismo del lavoro capace di parlare anche all’impresa e all’interesse generale del Paese».
Concludendo il suo intervento, Fumarola ha sottolineato come il cattolicesimo sociale rappresenti ancora oggi una bussola per affrontare le sfide del presente. «Il cattolicesimo sociale torna ad essere una risorsa, perché ci dice che la società non è una somma di solitudini: l’economia deve avere una finalità umana, il lavoro è il luogo in cui si costruiscono dignità, libertà e cittadinanza. Presentare oggi questo libro significa assumere un impegno: rendere viva questa tradizione nelle scelte che ci attendono. Per la CISL questo vuol dire continuare a battersi per un vero Patto sociale, per la partecipazione dei lavoratori, per una contrattazione più forte e per un rapporto più maturo tra Governo, imprese e sindacato».
















