La crisi di Roma deve far riflettere quanti hanno responsabilità istituzionali e politiche, ma anche il mondo delle imprese e tutte le espressioni della società civile. Nessuno può dire di non avere colpe nello stato di degrado civile, sociale ed economico in cui versa la Capitale d’Italia. Ha fatto bene il Ministro dello Sviluppo, Calenda, a convocare un tavolo di ‘concertazione’ con il Comune di Roma, la Regione Lazio e tutti i soggetti sociali. Non partiamo da zero. Abbiamo fatto un accordo importante, ‘Fabbrica Roma’, ai primi di giugno con la Sindaca Raggi, per rilanciare l’economia della Capitale. Dobbiamo tornare a parlare di lavoro a Roma ed in tutto il paese, ascoltando i bisogni dei giovani, con meno slogan e più fatti’.
25 Aprile. Fumarola alla manifestazione a Milano: «L’antifascismo è un presidio vivo. Libertà e democrazie non sono scontate»
«Ottantuno anni fa l’Italia tornava libera perché ci furono donne e uomini che, come Nino, ebbero il coraggio e la moralità di scegliere. Erano ragazze e ragazzi, operai e contadini, impiegati e insegnanti, religiosi e militari, intellettuali e persone comuni. Erano...






