Le storie condivise sui social conl’haschtag #quellavoltache, fanno davvero riflettere sul dolore e la rabbia di tante donne molestate, aggredite, umiliate. Sono testimonianze terribili, un flusso ininterrotto davanti al quale è impossibile restare indifferenti e non prendere una posizione netta. Sono più di 7 milioni le donne che nel corso della propria vita hanno subito una forma di violenza o abuso. Numeri imopressionanti di fronte ai quali non possiamo far finta di niente. Ecco perché quest’anno la Giornata mondiale contro al violenza sulle donne non può essere solo un momento rituale di denuncia: deve segnare l’inizio di un’alleanza tra istituzioni, società civile, associazioni laiche o cattoliche, scuola, università, mondo della cultura e dello sport, verso quella che è diventata una vera e propria emergenza nel nostro Paese.
25 Aprile. Fumarola alla manifestazione a Milano: «L’antifascismo è un presidio vivo. Libertà e democrazie non sono scontate»
«Ottantuno anni fa l’Italia tornava libera perché ci furono donne e uomini che, come Nino, ebbero il coraggio e la moralità di scegliere. Erano ragazze e ragazzi, operai e contadini, impiegati e insegnanti, religiosi e militari, intellettuali e persone comuni. Erano...






