Roma, 3 novembre 2017 . Il 13 dicembre incroceranno le braccia per l’intero turno di lavoro i dipendenti di Unicoop Tirreno, la cooperativa di consumatori del sistema Coop presente in Toscana, Lazio, Umbria e Campania con oltre 110 punti vendita e più di 5mila dipendenti. La giornata di sciopero e manifestazione nazionale, organizzata in prossimità della sede di Unicoop Tirreno di Vignale Riotorto a Livorno, è stata decisa dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs al termine del confronto con la direzione della cooperativa che non ha chiarito le perplessità delle tre sigle sul mancato rispetto dell’intesa sugli esuberi sottoscritta nel mese di luglio al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del piano di riorganizzazione approvato dal referendum dei lavoratori nei mesi scorsi. La mobilitazione sarà preceduta da un’ora di astensione ad inizio di ciascun turno di lavoro di sabato 11 novembre e da un presidio organizzato a Roma per il 14 novembre davanti la sede di Ancc Legacoop, alla quale Unicoop aderisce, più volte sollecitata a partecipare al tavolo di confronto. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs stigmatizzano la chiusura dei due punti vendita in Campania, a Santa Maria Capua Vetere e ad Arenaccia, e del negozio di Terracina nel Lazio, per il quale la direzione di Unicoop ha annunciato l’apertura della procedura di mobilità per tutto il personale impiegato nella struttura, sconfessando così uno dei capisaldi dell’Accordo Quadro siglato con i sindacati che contemplava il non licenziamento per i dipendenti dei negozi da dismettere.~ I sindacati denunciano anche il frequente ricorso alla flessibilità, l’utilizzo di personale atipico – ormai componente strutturale dell’organico aziendale tradottasi con la notevole crescita del costo del lavoro -, la terziarizzazione della logistica, l’esternalizzazione dei reparti pescheria in diversi negozi e il mancato avvio dei previsti percorsi di formazione/riqualificazione professionale per agevolare la ricollocazione del personale presso la struttura operativa di Unicoop Tirreno. Le perplessità dei sindacati anche sull’improvviso aumento della cassa integrazione senza la condivisione dei criteri di rotazione per i 300 fte della sede di Vignale Riotorto per i quali la direzione aziendale non ha presentato alcuna proposta concreta e seria di inserimento presso la rete vendita se non finalizzata al trasferimento dei lavoratori, peraltro a condizioni retributive ridotte, presso i punti vendita prossimi alla cessazione. «La dirigenza di Unicoop Tirreno si è assunta la grave responsabilità di generare questa rottura, che potrebbe avere effetti negativi non solo in termini meramente gestionali, ma anche di carattere patrimoniale» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice. «Spetta ora ad Unicoop Tirreno riallacciare i fili del confronto assumendo l’impegno di confrontarsi davvero con le organizzazioni sindacali, smettendo di propinare soluzioni unilaterali preconfezionate e, peraltro, inefficaci» ha aggiunto. «La Cooperativa – ha concluso Dell’Orefice – riuscirà a superare il suo serio stato di crisi se saprà costruire alleanze con i lavoratori, i sindacati ed i territori di riferimento».
Terziario. Fisascat (Cisl):”3 dicembre mobilitazione Unicoop Tirreno”
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