Modena, 22 dicembre 2017. La vertenza Vapor Europe di Sassuolo, che aveva aperto una procedura di licenziamento collettivo per trenta dei cinquanta dipendenti, con effetto dal 4 gennaio 2018, si è conclusa con l’accordo. Dopo 65 giorni di sciopero continuativo con presidio e numerosi incontri sia al Mise (Ministero dello Sviluppo economico) che alla Regione Emilia-Romagna, nella giornata di mercoledì è stato firmato l’accordo presso la Provincia di Modena. Erano presenti i sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, la direzione aziendale e Confindustria, i rappresentanti di Regione, Provincia e Comune di Sassuolo. L’accordo, votato all’unanimità dai lavoratori presenti in assemblea, prevede la riduzione degli esuberi da trenta a venti e che gli stessi saranno esclusivamente su base volontaria, posticipando la data ultima dei licenziamenti dal 4 gennaio al 30 aprile 2018. A coloro che volontariamente decideranno di accettare la collocazione in disoccupazione (Naspi) dall’8 gennaio al 30 aprile 2018, sarà erogato un incentivo all’esodo di 42 mila euro lordi in aggiunta all’indennità sostitutiva di preavviso. A coloro che, dopo aver usufruito di tutto il periodo di Naspi (24 mesi) mancassero meno di 12 mesi per i requisiti pensionistici, in aggiunta all’incentivo all’esodo verrà erogata un’ulteriore somma pari all’equivalente dei contributi pensionistici mancanti. Entro Natale a tutti i lavoratori che ne faranno richiesta sarà riconosciuto un anticipo del Tfr pari a 2.500 euro lordi. «Non possiamo dire di essere totalmente soddisfatti per questo accordo che, per quanto basato su esuberi volontari, riduce il perimetro produttivo aziendale, anche se su tempi più lunghi rispetto a quanto aveva inizialmente posto l’azienda – dichiarano Cesare Pizzolla (segretario Fiom Cgil Modena), Paolo Brini (segreteria Fiom Cgil Modena) e Alessandro Bonfatti (segreteria Fim Cisl Emilia Centrale) – Questa vicenda conferma il difficile rapporto tra territorio e multinazionali, quando queste decidono di delocalizzare. È il caso della Vapor Europe che, da Sassuolo, porta le attività in altri stabilimenti del gruppo in Francia. Questa è l’ennesima vertenza con una multinazionale in cui, pur raggiungendo un accordo con importanti risultati economici per i lavoratori, non si è riusciti a incidere sul piano di dismissione dell’azienda. È opportuno che anche le associazioni imprenditoriali, a partire da Confindustria, riflettano sul modo di agire delle multinazionali che, a volte, sfruttano il territorio e – concludono i sindacalisti Fiom e Fim – decidono di abbandonarlo senza troppi scrupoli». Le istituzioni locali (Regione, Provincia e Comune), oltre ad aver dato un contributo importante per la soluzione della vertenza, si sono impegnate a verificare sul territorio situazioni che potranno permettere la rioccupazione dei lavoratori in uscita da Vapor Europe.
Emilia Romagna. Sindacati: “Raggiunto accordo esuberi Vapor Europe Sassuolo”
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