Roma, 5 giugno 2018 – Dal 1° giugno sono scattati gli adeguamenti contrattuali in base all’indice Ipca (indice dei prezzi al consumo armonizzato) nei vari contratti del settore metalmeccanico a partire da quello di Federmeccanica-Assistal, per passare a quello di Unionmeccanica-Confapi, quello degli Orafi e argentieri e delle Cooperative. Gli aumenti medi mensili sono pari a 17 Euro circa, e vanno da un massimo di 22 euro per i livelli alti ad un minimo di 12 euro al mese per ogni lavoratore.
“Un risultato importante – dichiara il segretario nazionale Fim Cisl Nicola Alberta – raggiunto grazie alla contrattazione e al meccanismo di adeguamento all’inflazione sulla base dell’indice ipca che tutela e preserva il potere d’acquisto per i lavoratori metalmeccanici.
Ora la vera sfida è sulla partecipazione dei lavoratori nelle imprese e la redistribuzione della produttività attraverso accordi aziendali e territoriali Una sfida che si vince insieme: azienda, lavoratori, sindacato, perché dove c’è partecipazione le imprese sono più forti e sostenibili. Lo dimostrano i recenti accordi che abbiamo sottoscritto con Leonardo, SiderAlloys (ex Alcoa), Manfrotto, Fincantieri e Polti, ognuno con proprie particolarità con al centro però la valorizzazione dei lavoratori nell’impresa” conclude il segretario nazionale.
Metalmeccanici. Contratti, Alberta (Fim Cisl): “Grazie alla contrattazione nazionale salvaguardato potere d’acquisto dei salari Ora vincere la sfida del II livello per ripartire la produttività”
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