Roma, 26 aprile 2019 – “A quanto pare è un giovane gambiano di 26 anni, prima ospite di un Centro Richiedenti Asilo e da alcuni mesi divenuto irregolare, l’ennesima vittima dei ghetti, della mancata accoglienza, dell’arroganza della politica. Alla sua famiglia e alla sua comunità, in questo momento di grande dolore, va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. La politica, anziché dividersi sempre su ruoli e competenze, tra gelosie, annunci e smanie di protagonismo, dovrebbe fare rete, ascoltare le parti sociali, applicare i protocolli e le norme contro il caporalato. Ma tutto ciò continua a non avvenire”.
Lo scrive il Segretario generale Onofrio Rota sulla pagina Facebook della Fai Cisl, a proposito del rogo avvenuto questa notte nel ghetto di Borgo Mezzanone, a pochi chilometri da Foggia.
“Basta con la retorica. Non si può morire così. Esattamente due mesi fa – scrive Rota – con gli altri sindacati di categoria avevamo chiesto per l’ennesima volta al Ministro Salvini di essere ricevuti, per affrontare insieme il dramma delle baraccopoli, ma non è giunta nessuna risposta. I ghetti vanno smantellati, ma a nulla serve la deportazione dei braccianti per creare nuovi disoccupati, nuovi lavoratori irregolari, nuove aree di marginalità sociale. Quello che occorre, lo diciamo da tempo, è una regolarizzazione che valorizzi quanto contenuto nella legge 199 contro il caporalato per un’accoglienza dignitosa, realizzando quanto previsto, e in molti casi già finanziato, per l’accoglienza dei migranti. Contratti di lavoro regolari, protocolli su alloggi e trasporti, controlli mirati in base alla stagionalità delle produzioni agricole: sono queste evidentemente le vere soluzioni, non la retorica delle ruspe, che finora non ha portato a nessun risultato”.
Rogo Borgo Mezzanone. Rota (Fai Cisl): “Basta retorica, non si può morire così. Ancora una vittima dell’arroganza politica”
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