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Crescita. Fumarola: «Europa unita significa capacità di investimento comune e salto di qualità nell’autonomia industriale»

14 Settembre 2026 | Primo Piano

Crescita. Fumarola: «Europa unita significa capacità di investimento comune e salto di qualità nell’autonomia industriale»

14 Settembre 2026 | Primo Piano

«Le istituzioni costruite nel dopoguerra non riescono più a prevenire i conflitti, a governare le grandi transizioni, a dare risposte rapide alle crisi. Difenderle non vuol dire fingere che funzionino sempre e comunque. Significa riformarle, restituire loro capacità di decisione e costruire cooperazioni più strette tra Paesi che condividono valori, interessi e responsabilità. Per noi la pace rimane l’obiettivo prioritario.

Ma un pacifismo che confonde la pace con l’impotenza rischia di consegnare ai più forti la possibilità di decidere per tutti gli altri». Lo ha sottolineato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, concludendo oggi pomeriggio a Roma il Consiglio Generale della Filca Cisl, aperto dalla relazione del segretario generale Ottavio De Luca e arricchito dall’intervento del giornalista Federico Rampini sulle sfide globali, la geoeconomia e una nuova cultura della crescita.

«Europa unita deve significare qualcosa di concreto: maggiore integrazione politica, capacità di investimento comune, salto di qualità nell’autonomia industriale, tecnologica e energetica, una politica estera più coerente e una capacità comune di sicurezza e difesa. Anche procedendo, dove l’unanimità ci blocca, attraverso cooperazioni rafforzate tra i Paesi disponibili ad andare più avanti, senza perdere di vista l’obiettivo di un’Unione sempre più politicamente integrata», ha aggiunto la leader Cisl.

«Non condividiamo l’idea di mettere meccanicamente in competizione ogni euro destinato alla sicurezza con un euro per la sanità, la scuola o il lavoro. Ma c’è una condizione che per noi è irrinunciabile: ogni investimento pubblico nelle filiere strategiche deve portare con sé precise responsabilità sociali.

Buona contrattazione, qualità dell’occupazione, formazione, salute e sicurezza, rispetto dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative lungo le filiere e negli appalti: è questa la nostra idea di autonomia strategica. Non soltanto capacità di difendersi, ma capacità di produrre, innovare e restare socialmente coesi», ha sottolineato ancora Fumarola.

«Dobbiamo uscire dall’idea delle infrastrutture come semplice sommatoria di opere e tornare a considerarle dentro una strategia nazionale. Vale per le grandi connessioni e vale altrettanto per la manutenzione del territorio, le reti idriche, la rigenerazione urbana, la sicurezza delle scuole e degli ospedali, la casa.

Il settore delle costruzioni, su questo fronte, ha una grande responsabilità: abbiamo bisogno di investimenti, certo, ma abbiamo bisogno contemporaneamente di imprese qualificate, competenze, legalità, buona contrattazione e standard di sicurezza che non possano essere sacrificati alla fretta», ha affermayo Fumarola.

«È sicurezza anche avere salari che consentono di vivere, un welfare che protegge, una casa accessibile, una formazione che permette di non essere espulsi dal cambiamento. Il pilastro sociale europeo non è un lusso che possiamo permetterci quando il mondo è tranquillo. È parte della nostra capacità di resistere quando il mondo diventa più duro» ha concluso la numero uno Cisl.

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