Cesenatico (FC), 13 maggio 2019 – Rafforzare l’attività del Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese), per diventare cittadini di una Europa realmente inclusiva. Con questa consapevolezza si sono chiusi a Cesenatico i lavori del consiglio generale Fisascat Cisl in assise a Cesenatico a due settimane dall’appuntamento elettorale di rinnovo del Parlamento europeo che vedrà 350milioni di europei manifestare la propria volontà.
Una consapevolezza confermata dagli interventi alla kermesse della categoria cislina di due componenti di parte sindacale dell’organo consultivo dell’Unione Europa, Gerardo Larghi e Franca Salis Madinier.
E’ Gerardo Larghi – componente per l’Italia ed espressione della Cisl – ad illustrare l’attività svolta dal Cese, una delle quattro istituzioni europee che esprime pareri su tutte le Direttive economiche e sociali emanate dalla Commissione Europea . “La società civile ha il dovere di indicare cosa non va e il sindacato riveste un ruolo importantissimo all’interno della Commissione dove promuove la concertazione sociale” ha evidenziato Larghi sottolineando che è già pronto un documento per la nuova istituzione e che “l’Europa, che fin qui ha garantito la pace, può e deve essere il luogo dove risolvere i problemi”. Ma, avverte, “l’Europa ha senso se esiste la contrattazione, se vengono rispettati i corpi intermedi e se a governare sono i popoli europei nel rispetto delle scelte democratiche”.
Una posizione pienamente condivisa da Franca Salis Madinier, componente per la Francia del Cese ed espressione della Cfdt, il più grande sindacato francese nei settori pubblico e privato, che nei mesi scorsi ha proposto con altre 18 organizzazioni della società civile, sindacati e associazioni mutualistiche, un manifesto sul potere di vivere e sulla giustizia sociale. “Si tratta di un manifesto per l’uguaglianza sostenibile finalizzato a organizzare una giusta transizione per una equa ripartizione della ricchezza e per contrastare i movimenti nazionalisti in crescita in Francia come in Italia” ha sottolineato Salis Madinier in collegamento skype da Parigi. “Quello di cui abbiamo bisogno – ha aggiunto – è di una Europa più sociale che risponda alle ispirazioni sociali dei cittadini europei”.
Quanto al sindacato e ai corpi intermedi, ha rilanciato Salis Madinier occorre dialogare sempre di più con i lavoratori trovando la giusta mediazione tra le molteplici esigenze, condividendo le strategie ottimali per ottenere un miglioramento collettivo delle condizioni di lavoro, economiche e sociali superando le ineguaglianze”. “Il sindacato si deve attrezzare per tutelare, anche a livello europeo, le nuove forme di lavoro nate dalla globalizzazione e che spesso sfuggono al controllo”. “La partecipazione dei lavoratori è la chiave giusta per garantire salari e benessere. L’Europa, anche se non è perfetta – ha concluso – è l’unica soluzione che i Paesi dell’Unione Europea devono continuare a perseguire”.
Terziario. Europa, Fisascat Cisl: “Rafforzare il ruolo della concertazione sociale svolto dal Cese nei processi consultivi del futuro Parlamento europeo”
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