Le donne italiane continuano ad essere l’anello debole del mondo del lavoro, ad ogni livello, da quello occupazionale a quello salariale, ed è una situazione sempre più inaccettabile. Il Gender Gap Report 2019 ci dice che rispetto ad un collega uomo, a parità di lavoro, in Italia la retribuzione femminile è pari ad un mese e mezzo di salario in meno su base annua. Dal 2016 al 2018 la differenza stipendiale è sì diminuita del 2,7% ma resta comunque ampio il gap che è di 2700 euro lordi, pari al 10% in più in favore degli uomini. Dobbiamo garantire alle donne che lavorano reali politiche attive di valorizzazione e di promozione e più sviluppo professionale anche a loro che in molti momenti della vita devono conciliare il lavoro con la cura delle persone. (…) Bisognerebbe finalmente aprire un confronto su nuove misure fiscali e contributive per far costare meno l’occupazione stabile, soprattutto delle donne e dei giovani, per favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia. E riconoscere a tutte le donne madri un anno in più di contributi per ogni figlio.
25 Aprile. Fumarola alla manifestazione a Milano: «L’antifascismo è un presidio vivo. Libertà e democrazie non sono scontate»
«Ottantuno anni fa l’Italia tornava libera perché ci furono donne e uomini che, come Nino, ebbero il coraggio e la moralità di scegliere. Erano ragazze e ragazzi, operai e contadini, impiegati e insegnanti, religiosi e militari, intellettuali e persone comuni. Erano...






