Salute e sicurezza. Cgil Cisl Uil e le Associazioni delle vittime dell’amianto: “Diamo voce alle tremila persone e familiari che ogni anno muoiono a causa dell’amianto. Parlamento e governo devono dare risposte precise e immediate”
Salute e sicurezza. Cgil Cisl Uil e le Associazioni delle vittime dell’amianto: “Diamo voce alle tremila persone e familiari che ogni anno muoiono a causa dell’amianto. Parlamento e governo devono dare risposte precise e immediate”
11 dicembre 2019 – Ogni anno ci sono oltre 3.000 decessi a causa dell’amianto. I malati per mesotelioma sono classificati dal ReNaM (Registro Nazionale Mesotelioma) per il 70% per causa lavorativa diretta e per un altro 10% per causa lavorativa indiretta, cioè per esposizione ambientale o familiare (VI Rapporto ReNaM).
I sindacati e le associazioni rivendicano un’azione più efficace, continua e strutturata da parte di tutte le istituzioni.
Ci sono interventi immediati che non comportano spese aggiuntive per le finanze dello Stato e non trovano la dovuta attenzione da parte del Governo e del Parlamento.
Gli assegni assistenziali per i malati di mesotelioma, pur a fronte delle disponibilità di cassa del Fondo per le Vittime dell’Amianto (FVA), sono fermi a 5.600 euro di una tantum, pur avendo avanzata la richiesta, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, di portarli a 10.000 euro a partire dal 01.01.2020 e con il conguaglio a 10.000 euro per quei cittadini che dal 01.01.2015 hanno percepito solo 5.600 euro.
Il numero delle aziende che chiedono i contributi per la bonifica dell’amianto è circa tre/quattro volte superiore al numero di quelle che sono accettate dai bandi ISI (Incentivi di Sostegno alle Imprese) dell’INAIL.
L’INAIL ha registrato un avanzo di gestione di circa 1 miliardo e 800 milioni nel 2018 e di 1 miliardo e 630 milioni nel 2017 e continua a mettere a bando, per la bonifica dell’amianto presente nelle imprese, risorse fortemente sottodimensionate rispetto alle richieste di bonifica, lasciando a rischio amianto migliaia di lavoratori e cittadini.
Sempre l’INAIL, che realizza buoni investimenti per la cura e la riabilitazione dei lavoratori infortunati con il centro di eccellenza per la ricerca e la produzione di protesi artificiali di Budrio, investe poco per i tumori professionali e in particolare per i malati di mesotelioma, che è e rimane un tumore prevalentemente di origine lavorativa.
Il Ministero dell’Ambiente eroga contributi aggiuntivi alle aziende, mentre potrebbe concentrarsi sul finanziamento delle bonifiche degli immobili della pubblica amministrazione, con priorità alle scuole e agli ospedali.
Sempre il Ministero dell’Ambiente dovrebbe assicurare un sistema omogeneo sull’intero territorio nazionale sulle modalità di censimento, monitoraggio e tecniche di bonifica dell’amianto attraverso il potenziamento delle Agenzie Regionali per l’Ambiente (ARPA) e attraverso il coordinamento dell’ISPRA, l’Agenzia Ambientale Nazionale.
Le Regioni dovrebbero garantire sui propri territori la presenza di almeno una discarica per il conferimento dei materiali contenenti amianto derivanti dalle bonifiche per contenere e abbassare il costo delle bonifiche.
Il Ministero della Salute dovrebbe garantire e monitorare l’effettiva realizzazione dei Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria (LEA) per i malati delle patologie asbesto correlate e garantire il coordinamento della rete dei centri di cura e di ricerca clinica per le terapie dei malati di mesotelioma, impegnando anche l’INAIL a contribuire alla copertura delle spese.
Gli studi internazionali concordano che al meno il 5% dei tumori della popolazione generale sono di origine lavorativa, il che corrisponderebbe a circa 18.000 tumori professionali attesi ogni anno nel nostro Paese. Nel 2017 sono stati indennizzati per tumori professionali in Italia 984 persone, (dati INAIL), cioè meno del 6% sul totale dei 18.000 malati di tumore professionale statisticamente attesi.
Rimane del tutto disapplicato l’art. 244 del D.lgs. 81/2008 che impegna l’INAIL a supportare i Centri Operativi Regionali (COR) per la ricerca e la identificazione dei tumori professionali.
Il Ministero del Lavoro deve contribuire decisamente e fattivamente a definire il miglioramento delle prestazioni del Fondo per le Vittime dell’Amianto (FVA) e aprire un tavolo di lavoro all’inizio del 2020 con l’obiettivo di parificare e rendere universali i trattamenti economici a favore di tutte le vittime dell’amianto.
Sempre il Ministero del Lavoro deve armonizzare le diverse norme che regolano l’accesso anticipato al pensionamento per gli esposti all’amianto e azzerare l’eccessivo contenzioso legale che si è accumulato negli anni.
Al Governo chiediamo un impegno per la parificazione del recupero fiscale delle bonifiche dell’amianto nelle abitazioni private almeno al pari del rifacimento delle facciate degli immobili, che viene portato con questa legge di bilancio al 90% delle spese sostenute.
Si chiede infine a tutte le Istituzioni, a partire dal Governo, e a tutte le forze politiche e a tutti i parlamentari di definire un programma strutturato e duraturo per una governance partecipata delle complicate e complesse problematiche dell’amianto, capace di dare effettive soluzioni ai problemi.
Riteniamo utile recuperare la decisione unanime della Conferenza unificata Stato, Regioni e Autonomie locali del 5 maggio del 2015 che istituiva presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un Comitato interistituzionale per la lotta all’amianto.
In qualunque caso, i tre Ministeri indicati Lavoro, Salute, Ambiente e il Coordinamento delle Regioni dovrebbero assicurare una interlocuzione diretta, certa e continua nel tempo con le organizzazioni sindacali e le associazioni delle vittime dell’amianto.
Infine chiediamo ai Deputati e ai Senatori di costituire una Commissione interparlamentare specifica sulla lotta all’amianto, che contribuisca a sostenere l’estenuante impegno di sindacati, associazioni, tecnici delle strutture amministrative per una pianificazione risolutiva delle diverse problematiche dell’amianto che continua a mietere migliaia di vittime silenziose, inermi, inconsapevoli e incolpevoli nel nostro Paese.
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