“Nel mese di agosto – aggiunge – si registra un calo del 38% rispetto alle ore autorizzate a luglio, riduzione da verificare nelle prossime settimane e mesi, che potrebbe attribuirsi alla ripresa di parte delle attività, ma anche essere ascrivibile ad altri fattori, come l’utilizzo delle ferie in alternativa alla cig, o l’attesa da parte delle aziende del decreto agosto”.
“In ogni caso – sottolinea Sbarra – sono ancora milioni i lavoratori in cassa integrazione, molti in via continuativa dall’inizio dell’emergenza. Donne e uomini che subiscono una forte decurtazione di reddito, che vivono nell’incertezza e subiscono ancora ritardi inaccettabili e insostenibili nei tempi di pagamento”.
“L’annunciata riforma degli ammortizzatori sociali – evidenzia ancora il sindacalista – dovrà intervenire sulla semplificazione delle procedure, per consentire autorizzazioni e erogazioni in tempi ragionevoli. Si tratta poi di superare la cassa in deroga, che è stato il vero collo di bottiglia di questi mesi e di condurre le piccole e piccolissime aziende per le quali è stata necessaria dentro il sistema ordinario, tenendo conto delle diverse esigenze e delle specifiche capacità contributive. Andrà tenuto conto della positiva esperienza dei Fondi bilaterali, che anche nei mesi dell’emergenza Covid, hanno dato buona prova di efficienza e gestione condivisa delle crisi”. “Una svolta strutturale deve arrivare sul versante di politiche attive ben collegate agli ammortizzatori passivi per contrastare l’obsolescenza delle competenze, consentire la riqualificazione professionale, accompagnare i lavoratori verso nuovi posti di lavoro. In questo, il Fondo Nuove Competenze e le risorse del Fondo Sure dell’Europa possono dare un contributo davvero importante, anche se non rappresentano gli unici riferimenti su cui impostare percorsi di cambiamento , miglioramento , riorganizzazione del sistema di protezione sociale . Si continui parallelamente a rafforzare i centri per l’impiego e gli strumenti di politica attiva già introdotti ma mai decollati, a partire dall’assegno di ricollocazione per i percettori di Naspi”.






