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Sud. Ganga: “Agenda Sud sull’istruzione del Mezzogiorno sia oggetto di confronto”

9 Giugno 2023 | In Evidenza

Sud. Ganga: “Agenda Sud sull’istruzione del Mezzogiorno sia oggetto di confronto”

9 Giugno 2023 | In Evidenza

 “L’Agenda Sud” sull’istruzione del Mezzogiorno di cui oggi ha parlato il Ministro Valditara contiene dei contenuti per attuare un impegno mirato a ridurre i divari territoriali e le disuguaglianze tra le aree del Paese. Siamo fiduciosi che sarà oggetto di confronto sul tavolo apertosi recentemente al Ministero anche con le Confederazioni”. Lo dichiara in una nota il segretario confederale della Cisl Ignazio Ganga.  “Differenziare gli interventi destinando risorse umane e finanziarie maggiori alle scuole delle realtà in difficoltà e dove è maggiore l’abbandono scolastico ed il tasso di neet, estendendo l’orario di apertura delle scuole, personalizzando gli insegnamenti, valorizzando il lavoro dei docenti sia con interventi formativi che con una maggiore retribuzione:  sono alcune delle soluzioni illustrate dal Ministro, che in linea di principio condividiamo, sulle quali abbiamo esigenza di confrontarci nel dettaglio. Per quanto riguarda le notizie sulla sperimentazione che sarà avviata sulla filiera tecnico professionale del nostro Paese, la Cisl si è espressa positivamente, sempre nell’ottica di ridurre i tassi di abbandono scolastico e il disallineamento tra domanda e offerta di competenze. Abbiamo offerto al Ministro spunti di riflessione in merito soprattutto, ricollegandoci all’Agenda Sud, alla necessità di evitare che la sperimentazione, su base volontaria, favorisca le realtà già avanzate, con un tessuto produttivo attento alle dinamiche formative e lasci indietro quei territori dove purtroppo già ora l’istruzione tecnica e professionale è in affanno e ha numeri di iscritti troppo bassi. La Cisl ritiene inoltre che si debba sostenere da parte del Governo centrale la formazione professionale regionale, che ha delle ottime performance, in termini sia di iscritti che di successo formativo e sbocco professionale, ma che sconta un’insufficienza di risorse, molto più basse rispetto all’istruzione statale, che ne minano il funzionamento e il miglioramento dell’offerta formativa”. 

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