“Da articoli di stampa leggiamo che in Italia, il Paese con la popolazione più anziana, mancano almeno 65 mila infermieri. A questo punto ci chiediamo: chi ha fatto la programmazione, e dove eravamo quando medici e infermieri fuggivano dagli ospedali per via di buste paga tra le più basse in Europa e turni di lavoro impossibili?” E’ quanto si chiede Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl. “Tra liste d’attesa, pronto soccorso ‘assaltati’, rinunce alle cure e disuguaglianze sociali il Ssn è in codice rosso da tempo. Occorre invertire la rotta fino a quando sarà possibile. Al Ssn pubblico – conclude Didonè – non servono solo più risorse ma anche più programmazione, più organizzazione e una maggiore condivisione tra Stato e Regioni.”
Sicurezza. Vespia: «Anche la Fns Cisl oggi a Bruxelles con l’ EPSU al fianco delle rivendicazioni dei vigili del fuoco di tutta Europa»
«Oggi la Fns Cisl è a Bruxelles con i Vigili del Fuoco di tutta Europa, nell’ambito della mobilitazione promossa dall’EPSU,...






