In un paese civile ed economicamente sviluppato come il nostro è inaccettabile che si continui a morire o subire gravi infortuni sul lavoro.
Lo affermano Cgil Modena e Cisl Emilia Centrale a proposito dell’infortunio mortale verificatosi ieri a Pievepelago, dove un uomo di 46 anni è rimasto schiacciato da un rimorchio che voleva agganciare alla motrice di un camion.
«Questo lavoratore è purtroppo solo l’ultima vittima di una lunga serie di infortuni gravi o mortali avvenuti nella nostra provincia, come nel resto del Paese, con conseguenze drammatiche per le famiglie interessate – dichiarano Alessandro Bonfatti (responsabile Cisl Emilia Centrale per il Frignano) e Marinella Ricci (responsabile Cgil Frignano) -Quando si parla di criticità legate al mondo del lavoro il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro passa spesso in secondo piano. Invece il fenomeno degli infortuni è una vera piaga, nonostante la continua azione dei sindacati per prevenirli».
Cgil e Cisl ribadiscono ancora una volta la necessità di intervenire implementando prevenzione e formazione, attraverso interventi strutturali per rendere obbligatoria e permanente non solo la formazione di base, ma anche quella legata all’aggiornamento delle attività e processi produttivi, in continuo mutamento.
«A nostro parere bisogna premiare le aziende virtuose che applicano correttamente i contratti e rispettano le norme sulla salute e sicurezza – aggiungono i due sindacalisti – Le aziende non possono considerare la tutela della salute come un costo e la tecnologia deve essere al servizio della sicurezza nei luoghi di lavoro.È necessario agire con urgenza a tutti i livelli.Cgil e Cisl del territorio – concludono Bonfatti e Ricci – auspicano che ci sia una vera svolta nel modo di concepire il lavoro e la difesa della salute e sicurezza di chi lavora».
Emilia Romagna. Infortunio mortale Pievepelago: Cgil e Cisl dicono “basta morti sul lavoro”
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