Desta preoccupazione il futuro della Maserati a Modena. L’azienda ha già utilizzato giornate di cassa integrazione immediatamente dopo il periodo natalizio, ha richiesto un ulteriore periodo nella settimana in cui cade la festività del Santo Patrono (mercoledì 31 gennaio) e, ancor prima del rientro al lavoro, ha preannunciato due ulteriori settimane di cassa integrazione a febbraio. Nell’incontro con i sindacati del 25 gennaio ha inoltre comunicato ulteriori settimane di cassa integrazione nel mese di marzo lasciando intendere, peraltro, che la primavera non sarà migliore.
Nei fatti i 220 dipendenti (operai e impiegati) dello storico stabilimento di via Ciro Menotti hanno svolto il 26 gennaio il loro ultimo giorno di lavoro e rientreranno al lavoro il 4 marzo, con la prospettiva (a oggi) di soli dieci giorni di lavoro nel mese di marzo.
Per informare i lavoratori, venerdì scorso 26 gennaio Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno tenuto assemblee molto partecipate, sia in via Ciro Menotti che presso l’Innovation Lab di via Emilia Ovest, dove sono concentrate le attività di ricerca e sviluppo.
«Per quanto riguarda quest’ultimo sito, al momento non è previsto l’utilizzo di ammortizzatori sociali, ma questo non tranquillizza le persone che vi lavorano – affermano Stefania Ferrari (segretaria Fiom Cgil Modena), Alessandro Gamba (segretario aggiunto Fim Cisl Emilia Centrale) e Alberto Zanetti (segretario Uilm Uil Modena e Reggio Emilia) – Nell’incontro del 25 gennaio abbiamo posto all’azienda la domanda precisa e stringente sul futuro del sito di via Emilia Ovest: “L’azienda resterà qui?” La risposta è stata un troppo vago “per adesso sì”. Questo nell’ambito di un progetto complessivo di riduzione delle aree occupate che, per ammissione di Maserati stessa, “potrebbe riguardare anche via Emilia Ovest”. Si comprende, quindi, la preoccupazione dei lavoratori che operano in quella sede».
La vaghezza della risposta, sommata all’avvio della cassa integrazione, ha indotto i sindacati a chiedere rassicurazioni sulla tenuta occupazionale.
«La risposta di Maserati è stata la rappresentazione di un’attività organizzativa “dinamica” e che l’innovazione porta inevitabilmente anche a contrazioni occupazionali – riferiscono i sindacati – In questa affermazione c’è poco da leggere tra le righe. Perciò abbiamo chiesto certezze occupazionali, prospettive industriali e la maturazione regolamentare dei ratei di ferie nei periodi di cassa integrazione, ma su questo l’azienda non ha dato alcuna risposta».
Venerdì prossimo 2 febbraio Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil di Modena e Reggio, insieme ai rispettivi sindacati metalmeccanici, incontreranno il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e l’assessore regionale al lavoro Vincenzo Colla. Una delegazione di lavoratori Maserati attenderà l’esito del vertice in piazza Grande e al termine incontrerà subito i propri rappresentanti sindacali.
«Le dichiarazioni pubbliche a mezzo stampa di Maserati non rassicurano affatto i dipendenti, ormai abituati da Stellantis alle continue riduzioni di personale.Non sono passati nemmeno due anni dai plausi giunti dalle istituzioni del territorio e dalla Regione per l’avvio di una nuova stagione produttiva di Maserati e l’insediamento a Modena del cuore della ricerca e sviluppo. Oggi – concludono Stefania Ferrari (segretaria Fiom Cgil Modena), Alessandro Gamba (segretario aggiunto Fim Cisl Emilia Centrale) e Alberto Zanetti (segretario Uilm Uil Modena e Reggio Emilia) – l’atteggiamento dell’azienda rimette tutto in discussione e suscita una comprensibile preoccupazione tra i lavoratori».
Emilia Romagna. Maserati. Cisl: Preoccupazione per il futuro dei siti Modena
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