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Emilia Romagna. Cooperative Sociali. Sindacati: ” Abbiamo protetto chi protegge le famiglie modenesi e reggiane. Ecco il nuovo contratto per gli 11.500 lavoratori del settore”

8 Marzo 2024 | Dai Territori > Emilia Romagna

Emilia Romagna. Cooperative Sociali. Sindacati: ” Abbiamo protetto chi protegge le famiglie modenesi e reggiane. Ecco il nuovo contratto per gli 11.500 lavoratori del settore”

8 Marzo 2024 | Dai Territori > Emilia Romagna

«Abbiamo protetto chi protegge migliaia di famiglie modenesi e reggiane. Parliamo di oltre 11.500 lavoratori in forza a 222 cooperative sociali attive sul territorio Modena e Reggio Emilia; per capirci gli uomini e le donne cui affidiamo i nostri figli nei nidi e nelle scuole d’infanzia, i nostri anziani nelle case protette. Le persone cui chiediamo di curare al meglio chi ha una disabilità».

Lo annunciano Alessandro Martignetti (segretario generale Fisascat Cisl Emilia Centrale), Antonio Musella e Livio Lomartire (Fp Cisl Emilia Centrale), esponenti delle due categorie che con un ottimo gioco di squadra hanno contribuito a scrivere un pezzo di storia sindacale e della contrattazione.

LAVORATORI CHE NON SONO PIU’ FIGLI DI UN DIO MINORE
«Bene, dopo un anno e cinque mesi di trattativa serrata questi lavoratori non sono più figli di un dio minore. C’è ancora tanto da fare, ma la strada della dignità è stata imboccata in modo deciso. Il nuovo contratto per i dipendenti della cooperazione sociale introduce tre novità enormi: aumento dello stipendio (mediamente di 120 euro, con punte di 193 euro), per la prima volta ci sarà la quattordicesima e finalmente il trattamento per la maternità sarà degno di questo nome», spiegano Martignetti, Lomartire e Musella.

L’INSEGNANTE E L’OSS: A REGIME 2.000 EURO IN PIU’ ALL’ANNO
I sindacalisti Cisl entrano nel dettaglio, spiegando cosa cambierà a regime (dall’ottobre 2025) per alcune figure che sono note ai reggiani e ai modenesi.
Ad esempio, un’educatrice di nido, classico servizio che i Comuni spesso affidano alla cooperazione sociale, guadagnerà 2.060 euro in più ogni anno, considerando l’aumento di stipendio (in questo caso 130 euro al mese) e la quattordicesima. Un’operatrice socio-sanitaria, quella che tutti chiamiamo Oss e che lavora nelle case protette, potrà contare su 2 mila euro in più all’anno, se consideriamo che la maggior parte delle Oss sono in categoria C2.

ESSERE MAMMA E LAVORATRICE SI PUO’: ORA MATERNITA’ PAGATA A STIPENDIO PIENO
«Siamo davvero contenti che questo nuovo contratto sia arrivato alla vigilia dell’8 marzo – proseguono Martignetti, Musella e Lomartire –, visto che la gran parte dei dipendenti della cooperazione sociale sono donne e, soprattutto, perché il contratto ora potrà proteggerle nel caso decidano di diventare madri: da oggi le mamme in forza alla cooperazione potranno avere la maternità pagata a stipendio pieno e non più solo all’80%. Calcolatrice alla mano, ciò significa che una neomamma potrà contare su mille euro in più all’anno per ogni figlio».
Una misura di welfare che si accompagna all’aumento del 100% della quota mensile versate dal datore di lavoro per l’assistenza sanitaria.

«LA RISPOSTA MIGLIORE A CHI NON CREDE AL SINDACATO»
Andrea Sirianni, segretario confederale Cisl Emilia Centrale, segue da vicino il mercato del lavoro nella cooperazione ed è sicuro che questo contratto sia un ottimo passo avanti perché «rappresenta un messaggio potente a chi chiede a cosa servono i sindacati. La risposta è: a migliorare, a cambiare in meglio la vita delle persone. Mai come oggi c’è stato bisogno di sindacato e mai come oggi le categorie di lavoratori che sono l’identikit della precarietà hanno bisogno di protezione.
Con la contrattazione abbiamo dato uno scudo a chi opera nella cooperazione sociale, vale a dire a migliaia di persone che sono essenziali per le comunità di Reggio Emilia e Modena».

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