“Questa mattina abbiamo puntualizzato sull’esigenza di avvicinare il mondo del lavoro a quello della scuola. Ringrazio la Cisl di Bari con cui abbiamo condiviso l’iniziativa che, in locandina presenta, non a caso, due tasselli di un puzzle (scuola e lavoro appunto) tesi ad incastrarsi tra loro, così come dovrebbe essere”. Lo ha detto a Bari il Segretario della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, a margine del meeting formativo nell’ l’Istituto “Elena Di Savoia”. “Su questo percorso, la Cisl Puglia è impegnata da tempo, promuovendo iniziative nelle scuole e a contatto con i giovani. Gli studenti sono stati straordinari nell’offrire spunti e porre interrogativi a cui dobbiamo assolutamente rispondere in maniera chiara e incisiva. Mettersi in ascolto e favorire il dialogo con coloro che presto si affacceranno sul mercato del lavoro è un nostro dovere, oltre che una responsabilità. In altre parole, risulta necessario accelerare a livello regionale sui servizi per l’impiego, sul sistema scolastico, formativo, di orientamento. L’obiettivo è di potenziare le competenze per consentire in particolare ai giovani e alle donne maggiori opportunità occupazionali e fare in modo che la domanda di lavoro ne intercetti l’offerta. Basti pensare che in Puglia ad aprile sono previste 22.560 assunzioni di cui il 42,7% di difficile reperimento, mentre nel periodo aprile giugno ne sono previste 89mila (-17.730 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). D’altra parte, al di là delle specificità pugliesi, l’Italia complessivamente continua a scontrarsi con seri problemi di bassa produttività che non vogliono dire scarsa capacità lavorativa dei dipendenti quanto non adeguati e sufficienti investimenti, una limitata propensione all’innovazione tecnologica. Un dato questo che denuncia sostanzialmente un deficit di formazione. Occorre dunque, invertire la rotta e noi della Cisl stiamo lavorando in questa direzione. Senza dubbio, l’esperienza degli Its va considerata positivamente anche a fronte di una occupabilità che supera l’80%. In definitiva, ci sono sfide connesse alla transizione digitale, ecologica economica non più rimandabili. In questo senso, va supportata la formazione dei lavoratori, tesa a trasversalizzare le competenze. Negli ultimi anni, abbiamo perso circa 80mila diplomati e 20mila laureati pugliesi che sono andati a lavorare fuori. Questo trend va fermato. Noi, come Cisl, abbiamo lanciato anche iniziative sui neet ma chiediamo confronto aperto e suggerimenti ai ragazzi per aiutarci a supportarli. Le risorse economiche per dare competenze ai giovani ci sono, occorre però impiegarle al meglio”.
Puglia. Castellucci (Cisl): “Dopo la scuola, il lavoro. La priorità è occupazione di donne e giovani”
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