“Aumentare i salari è una battaglia sacrosanta, ma se si sbagliano gli strumenti non si va lontani. E il salario minimo è uno strumento sbagliato.”A dirlo è la segretaria generale Cisl Toscana, Silvia Russo, a commento della proposta di legge approvata dalla giunta regionale lunedì scorso e che ora dovrà essere vagliata dal Consiglio regionale, e che, intervenendo sui criteri di aggiudicazione degli appalti regionali, torna a puntare sull’introduzione del salario minimo.“Ma – dice Russo – non c’è alcun bisogno di introdurre nei bandi di gara un riferimento a un minimo salariale, basta pretendere che le aziende che partecipano applichino i contratti nazionali di riferimento. E poi far funzionare i propri uffici affinché vigilino che sia così. Perché i contratti nazionali prevedono già minimi salariali complessivamente più alti dei 9 euro indicati dalla Regione e che -guarda caso !- è esattamente la soglia indicata dal salario minimo che da due anni alcune forze politiche promuovono. Col paradosso, già ampiamente evidenziato, che introdurre una soglia più bassa di quanto già è previsto rischia di ottenere l’effetto esattamente opposto a quello proclamato.”“Sembrava – continua Russo- un patrimonio acquisito, visto che già il Comune di Firenze, lo scorso anno, dopo aver tentato di fare altrettanto, aveva poi inserito nell’accordo sui cantieri firmato con le organizzazioni sindacali un riferimento ai contratti maggiormente rappresentativi. E che altrettanto è previsto nell’intesa firmata solo poche settimane fa con l’assessora regionale Spinelli a proposito di Rsa. Quella è la strada maestra, non esistono scorciatoie.”“E’ inevitabile allora – conclude la segretaria Cisl – chiedersi se si stia davvero cercando di difendere i lavoratori oppure se invece non si continui a fare le prove del campo largo in vista delle elezioni regionali.”
Toscana. Cisl: Appalti e stipendi, la proposta di legge della giunta regionale inutile e controproducente
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