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Violenza di genere. Da domani la Fit-Cisl Lazio  organizza il corso “Sentinelle nei luoghi di lavoro” con il  Telefono Rosa

Pubblicato il 3 Mar, 2026


Un corso di formazione con l’obiettivo di preparare, istruire e orientare numerose “sentinelle nei luoghi di lavoro”: persone, sindacaliste e sindacalisti, che possano offrire sostegno nel riconoscimento, nell’accoglienza e nell’orientamento di fronte a casi di violenza, nelle diverse realtà aziendali. Questa l’iniziativa ideata, in vista delle celebrazioni dell’8 marzo, dal coordinamento Donne e politiche di genere della Fit-Cisl del Lazio, che si terrà presso la mansarda “Nico Piras” della sede della Fit-Cisl del Lazio, in via di San Giovanni in Laterano 96/98, a partire da domani, 4 marzo, e il 5 e 6 marzo dalle ore 10 alle ore 15. La prima giornata del corso, che sarà condotto da psicologhe e avvocate dell’associazione nazionale Volontarie del Telefono Rosa, sarà dedicata a “comprendere le violenze di genere: le molestie nei luoghi di lavoro”; saranno forniti importanti strumenti di riconoscimento dei segnali e delle dinamiche che caratterizzano la violenza. Il giorno successivo, 5 marzo, si parlerà invece degli strumenti di tutela e delle azioni di prevenzione, con l’obiettivo di “saper ascoltare per saper aiutare”, mentre il 6 marzo, ci sarà un focus su stereotipi, linguaggio e relazioni di potere, con la definizione di buone prassi operative per segnalare i casi di violenza. Per Stefania Fabbri e Ileana Pulito, rispettivamente segretario regionale e responsabile del Coordinamento Donne e delle Politiche di genere della Fit-Cisl del Lazio, «abbiamo determinato di offrire alle donne un sostegno concreto: una rete di persone operative nella viva realtà dei posti di lavoro, appositamente formate per dare sostegno e orientamento reali di fronte ai casi di violenza. Siamo convinti del fatto che la società e la vita delle persone si cambi anche e proprio a partire dalla presenza, dalla vicinanza, dalla capacità di ascolto e dalla preparazione delle persone. Serve la diffusione di una cultura di riconoscimento e di contrasto della violenza che non sia generica, ma che preveda la formazione di persone competenti».