«Non esiste integrazione senza diritti. Non esiste inclusione senza lavoro regolare. Non esiste sicurezza quando prosperano sfruttamento, lavoro nero, caporalato e ricatto». Lo ha dichiarato la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo oggi pomeriggio a Lampedusa alla tavola rotonda “Legalità e cantieri, il futuro inizia dalle scuole“, organizzata dalla Filca Cisl presso la Casa della Fraternità.
«Il lavoro rappresenta la prima grande infrastruttura della legalità. Perché crea autonomia. Perché un lavoratore con un contratto vero, con un salario dignitoso, con una rappresentanza sindacale, è un lavoratore che può dire di no. Al ricatto, al compromesso, al favore che si rivela devastante domani», ha aggiunto la leader di Via Po, concludendo l’iniziativa che ha riunito istituzioni, magistratura, scuola e Fondazione Falcone attorno ai temi della legalità, del lavoro sicuro e dell’integrazione come strumenti per costruire un futuro migliore per le nuove generazioni.
In mattinata, prima dei lavori della tavola rotonda, Fumarola ha visitato alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’isola. Prima tappa la Porta d’Europa, dedicata alla memoria di chi ha perso la vita in mare; quindi la deposizione di una corona di fiori al monumento realizzato con il legno delle imbarcazioni delle traversate, in ricordo di tutte le vittime delle tragedie del Mediterraneo.
Accompagnata da una delegazione di sindacaliste e sindacalisti, ha visitato infine l’hotspot dell’isola, il principale centro di prima accoglienza e identificazione per i migranti che arrivano via mare, gestito dalla Croce Rossa Italiana.
«Essere oggi a Lampedusa – ha detto Fumarola nel corso della visita – significa trovarsi in un luogo che negli anni è diventato molto più di un punto geografico. È un luogo che interroga le coscienze, che racconta storie diverse tra loro, ma unite da un elemento comune: la ricerca di un futuro diverso, di una vita migliore. Grazie di cuore ai rappresentanti delle forze dell’ordine e delle tante organizzazioni presenti a Lampedusa per l’incredibile lavoro svolto quotidianamente.»
Nel suo intervento conclusivo alla tavola rotonda della Filca, la leader della Cisl ha richiamato il ruolo centrale della scuola nella costruzione di una società coesa e democratica: «La scuola non è soltanto il luogo in cui si apprendono conoscenze. È il luogo in cui si impara a convivere. È il primo spazio nel quale persone diverse per storia, cultura, provenienza e sensibilità imparano a riconoscersi parte di una stessa comunità. Quando una scuola funziona, non produce soltanto studenti più preparati. Produce cittadini più consapevoli. E una società che investe nella scuola investe contemporaneamente nella sicurezza, nella coesione sociale e nella qualità della propria democrazia.»
Fumarola ha concluso il suo intervento con un appello diretto alle giovani generazioni, citando don Pino Puglisi: «”Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto“. Questo significa che ciascuno ha il dovere di fare la propria parte. E spetta a voi giovani, con le vostre energie e la vostra fantasia, scegliere il rispetto al posto della scorciatoia, la responsabilità al posto dell’indifferenza. La legalità non è un atto eroico riservato a pochi. È una scelta quotidiana che riguarda tutti. E che siamo chiamati a rinnovare ogni giorno. Insieme», ha concluso la leader Cisl.







