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Appalti sanità. Sindacati: Regione Lazio ha comunicato il ritiro della chiusura del centro di produzione pasti dell’Umberto I, salvi 90 posti di lavoro

Lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori del Policlinico Umberto e il presidio insieme a tutti gli addetti in appalto, ha prodotto un grande risultato. Ora attenzione ai bandi del pulimento. 

La mobilitazione di oggi davanti alla sede della Regione Lazio ha prodotto un grande risultato: il centro di produzione pasti del Policlinico Umberto I non verrà chiuso, ma sarà ristrutturato e il servizio rimarrà a gestione interna. 

Un grande successo ottenuto grazie all’impegno alla lotta degli oltre 90 lavoratrici e lavoratori che al fianco di Filcams Cgil Roma Lazio, Fisascat Cisl Roma Capitale e Rieti e UilTucs Roma lazio e tutti gli addetti in appalto, hanno protestato contro una decisione che avrebbe portato conseguenze pesanti sia in termini occupazionali che sulla cura dei degenti. 

Oltre alla ristorazione, anche i bandi del pulimento preoccupano i sindacati perché non sono stati oggetto del necessario confronto e comportano forti ricadute occupazionali.

Sono circa 8500 in tutta la regione, di cui 3700 nelle pulizie e oltre 800 nella ristorazione, le lavoratrici e i lavoratori coinvolti che vedono continuamente peggiorare la loro situazione: dai turni di lavoro all’orario sempre più ridotto, fino al salario povero che non permette un reale sostentamento. 

Da oltre un anno confederazioni e categorie regionali chiedono, infatti, la convocazione del “Comitato per la qualità del lavoro negli appalti pubblici” che dovrebbe effettuare la contrattazione d’anticipo, e l’applicazione della Legge Regionale 9/2022.

Oggi abbiamo ottenuto un risultato importante – si legge nella nota dei sindacati – ora si deve mantenere alta l’attenzione per continuare a chiedere un lavoro di qualità, occupazione stabile e certezze per il futuro.