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Mobile imbottito. Fumarola: «La qualità del lavoro è la vera leva della competitività. Serve un diritto universale alla contrattazione integrativa»

23 Marzo 2026 | In Evidenza

Mobile imbottito. Fumarola: «La qualità del lavoro è la vera leva della competitività. Serve un diritto universale alla contrattazione integrativa»

23 Marzo 2026 | In Evidenza

«Il settore del mobile imbottito ed in generale la filiera del legno-arredo rappresentano uno degli assi portanti dell’industria italiana. Un sistema che vale oltre 50 miliardi di euro, con centinaia di migliaia di addetti e una vocazione all’export che continua a rappresentare un punto di forza del Paese. Dentro questo quadro, il distretto tra Puglia e Basilicata ha un ruolo decisivo con oltre 600 imprese e più di 9 mila lavoratori, cioè circa il 41% dell’occupazione nazionale. Qui si è costruita negli anni una vera cultura del lavoro, fatta di competenze, saperi, relazioni sociali profonde. Ed è proprio questa dimensione che oggi dobbiamo difendere e rilanciare».

È quanto ha dichiarato oggi la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, concludendo l’iniziativa della Filca Cisl ad Altamura sul tema del rilancio del distretto murgiano del mobile imbottito.

«L’eccellenza di una filiera non è data solo dalla qualità del prodotto: è frutto della qualità del lavoro. Se il lavoro è fragile, frammentato, poco rappresentato, anche il sistema produttivo diventa più debole. Se invece il lavoro è qualificato, tutelato, ben retribuito, valorizzato, allora cresce anche la capacità di imporsi sul mercato. Il più importante investimento che un’azienda possa mettere in campo è proprio il lavoro, per vincere la sfida della competitività nel contesto nazionale e internazionale» ha affermato Fumarola che rilanciato la necessità di rafforzare gli strumenti negoziali lungo tutta la filiera: «In un sistema di filiera come questo, la contrattazione deve fare un salto di scala.

Non può limitarsi al livello nazionale, né restare confinata a poche grandi imprese. Deve estendersi, articolarsi, diventare capillare. La contrattazione territoriale è la chiave per affrontare la frammentazione produttiva, per estendere diritti e tutele lungo tutta la catena del valore, per evitare che la competizione si giochi sul ribasso delle condizioni di lavoro. Noi pensiamo che il tempo sia maturo, non solo qui nella Murgia, ma in tutta Italia, di introdurre un diritto universale alla contrattazione integrativa».

Infine, un passaggio sulla vertenza Natuzzi: «La vertenza Natuzzi rappresenta un banco di prova fondamentale per portare avanti una visione di sviluppo. Le criticità avanzate dall’azienda sono superabili solo nell’alleanza con il mondo del lavoro. È proprio nelle fasi difficili che serve più confronto, più responsabilità condivisa, più coraggio negoziale. Non scelte che scaricano il peso della riorganizzazione sulle lavoratrici e sui lavoratori.

Qui non è in gioco solo il destino di una singola azienda ma l’equilibrio di un intero distretto. Fa bene la Filca Cisl a chiedere che si torni a negoziare dentro un quadro chiaro di garanzie occupazionali, investimenti credibili e prospettive industriali solide. La proposta di un Patto nel distretto del mobile va esattamente in questa direzione perché mette insieme imprese, lavoro, istituzioni, ricerca».

Al convegno della Filca Cisl di Bari sono intervenuti Giuseppe Boccuzzi Segretario Generale Cisl Bari, i rappresentanti istituzionali delle amministrazioni comunali di Altamura, Gravina in Puglia, Santeramo in Colle, Ottavio De Luca Segretario Generale Filca Cisl Nazionale, Luigi Triggiani Segretario Generale Unioncamere Puglia, Luigi Sideri Segretario Generale Filca Cisl Bari, Leo Caroli, Presidente Comitato SEPAC Regione Puglia, Antonio Castellucci Segretario Generale Cisl Puglia, Antonio Delle Noci Segretario Generale Filca-Cisl Puglia, Donato Caldarulo Presidente Distretto Industriale del Mobile Imbottito di Matera.

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