«Le misure previste dal decreto sul Piano Casa, approvato il 30 aprile scorso dal Governo, sono una risposta importante all’emergenza abitativa del Paese, che coinvolge milioni di cittadini, e si aggiunge a quanto già normato con la Legge di Bilancio. Si tratta di interventi che la Filca-Cisl aveva fortemente auspicato per il dopo Pnrr, per dare una risposta concreta a quella che viene giustamente riconosciuta come una vera emergenza sociale».
Lo dichiara Ottavio De Luca, segretario generale della Filca-Cisl nazionale.
«Giudichiamo quindi positivamente le misure previste all’interno del quadro normativo – prosegue De Luca – anche perché riscontriamo come il Piano Casa non venga concepito come un investimento singolo, ma come un complesso insieme di azioni che tiene anche conto della situazione concreta dei territori.
Recuperare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente non assegnabili e associare interventi mirati al contrasto al degrado urbanistico, edilizio, ambientale e sociale o di rigenerazione urbana, va esattamente nella direzione da noi indicata.
Condividiamo inoltre l’aver messo a fattore comune tutti gli investimenti in un unico strumento finanziario e la previsione di una partecipazione del privato. Noi – sottolinea il segretario generale della Filca – abbiamo sempre ritenuto il partenariato pubblico-privato una opportunità da utilizzare al meglio.
Ora tocca al territorio dover vigilare sull’importanza dei progetti e sulla loro gestione, per contribuire a garantire la serietà qualitativa dei progetti e il loro impatto sul tessuto sociale.
La Filca – prosegue il sindacalista cislino – ha seguito costantemente lo sviluppo del decreto, con proposte concrete, molte delle quali recepite nel provvedimento.
Noi riteniamo che il Piano Casa e la rigenerazione urbana, insieme alla messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico e alle infrastrutture, siano i 4 pilastri del futuro del settore, che rischia di subire i contraccolpi della fine del Superbonus e del Pnrr.
Una cosa, però, deve essere chiara: tutti gli interventi devono essere realizzati ponendo la qualità del lavoro come condizione essenziale, che vuol dire soprattutto sicurezza nei cantieri, legalità e corretto inquadramento contrattuale.
A questo proposito i passi in avanti su un altro strumento proposto dalla Filca, vale a dire il badge di cantiere, vanno proprio in questa direzione.
Si tratta di un altro tassello in grado di rafforzare la qualità del settore e assicurare così vantaggi e benefici non solo per le aziende virtuose e per i lavoratori, ma per tutta la collettività», conclude De Luca.






