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Electrolux. Inaccettabile l’esubero di 1.700 persone. Necessario un intervento del Governo e dell’Europa sul settore

11 Maggio 2026 | Categorie ed Enti CISL

Electrolux. Inaccettabile l’esubero di 1.700 persone. Necessario un intervento del Governo e dell’Europa sul settore

11 Maggio 2026 | Categorie ed Enti CISL

Oggi a Venezia Mestre Electrolux ha esposto un pesantissimo piano di ristrutturazione con la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi e il drastico taglio di produzioni e di personale nelle altre fabbriche italiane per un totale di circa 1.700 esuberi, pari a quasi il 40% dei 4.500 attuali occupati. Al contempo viene esclusa dalla direzione aziendale una possibile partnership con Midea simile a quella siglata negli USA.

Il coordinamento nazionale di Fim, Fiom, Uilm ritiene inaccettabile l’annuncio e dichiara lo stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero nazionale, che saranno declinate in ogni stabilimento. Chiediamo al Governo un immediato intervento con una convocazione urgente al Mimit. Nei prossimi giorni coinvolgeremo le Istituzioni locali per chiedere loro di fare fronte comune con i lavoratori.


«Il percorso richiesto oggi a Mestre, al tavolo sindacale da parte di Electrolux, che prevede una riduzione di 1.700 occupati, non è accettabile». Lo ha idchiatao il Segretario nazionale FIM CISL Massimiliano Nobis

«Innanzitutto, manca ancora un piano industriale chiaro rispetto ai carichi produttivi dei singoli stabilimenti, al mantenimento occupazionale e allo sviluppo di nuovi prodotti. Risulta altrettanto inaccettabile la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, dove si producono le cappe: il sito deve mantenere una produzione che garantisca continuità lavorativa ai 170 lavoratori. Se la multinazionale pianificava da tempo la chiusura, avrebbe dovuto prevedere già da allora una produzione alternativa.

Chiediamo un intervento immediato e urgente al Mimit per affrontare la questione e ottenere garanzie sul mantenimento del settore dell’elettrodomestico (il “bianco”) in Italia. Sin dal 2024 Fim Fiom Uilm chiedono la costituzione di un tavolo permanente per affrontare le criticità strutturali del settore, come il costo dell’energia + 45% rispetto alla Cina e dell’acciaio +31%.  Intervento necessario con un respiro Europeo. Sarebbe auspicabile anche una azione comune dei grandi gruppi come Bosch, Beko, Miele, Electrolux sulle istituzioni Europee per ottenere provvedimenti capaci di limitare l’invasione nei mercati europei da parte dei gruppi asiatici che ad oggi rappresentano il 50% delle vendite europee».

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