«Dietro l’agroalimentare italiano non ci sono soltanto numeri importanti, export record o eccellenze riconosciute nel mondo. Dentro queste filiere si intrecciano sostenibilità, sicurezza, ambiente, approvvigionamenti, qualità produttiva e tenuta sociale. Ancor più oggi, in uno scenario internazionale che continua a deteriorarsi, con effetti che colpiscono sempre più duramente il lavoro, le produzioni agricole e i territori».
E’ quanto ha sottolineato oggi a Roma la leader della CISL, Daniela Fumarola, concludendo il Consiglio generale della Fai Cisl, aperto dalla relazione di Antonio Castellucci, reggente della categoria.
«Oggi i Paesi che compongono l’Europa sono storicamente, per la prima volta, soli. Soli, insieme, ha detto con grande efficacia Mario Draghi. Per questo dobbiamo compiere un vero salto politico. Gli europei chiedono all’Unione di difendere libertà, prosperità e solidarietà. E chiedono ai leader europei il coraggio di costruire finalmente risposte comuni all’altezza di questa fase storica, sul piano delle scelte economiche e finanziarie, della politica estera e della difesa, delle politiche sociali», ha affermato la numero uno della Cisl.
«L’accordo Mercosur rappresenta un’opportunità importante. È giusto verificarne con attenzione la compatibilità con i Trattati. Ma sarebbe un errore ripiegare su un’Europa paralizzata da veti, paure e frammentazioni interne, mentre le grandi potenze stanno ridefinendo gli equilibri commerciali globali. L’obiettivo deve essere un altro: costruire accordi che rafforzino la nostra autonomia strategica, tutelando lavoro, qualità produttiva, reciprocità delle regole e difesa del Made in Italy e del Made in Europe».
Per Fumarola, «il contrasto al caporalato nel nostro Paese non si realizza soltanto con la repressione, ma anche costruendo lavoro regolare, formazione, tutele e integrazione. E naturalmente benessere, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che devono diventare parte integrante dell’organizzazione del lavoro, della formazione e della contrattazione» ha aggiunto la leader Cisl .
«Il decreto lavoro va nella giusta direzione, anche se restano aspetti da migliorare. Ma un decreto da solo non basta. Può essere un primo passo, non la soluzione complessiva per affrontare davvero salari bassi, produttività debole, crescita insufficiente e disuguaglianze. Noi continuiamo a pensare che serva una responsabilità condivisa: un confronto stabile tra Governo, imprese e parti sociali, capace di affrontare insieme salari, investimenti, innovazione, formazione, sicurezza, politiche industriali e coesione sociale. Una nuova stagione di partecipazione, contrattazione e corresponsabilità: è questa la strada che la Cisl continua a indicare. Perché senza lavoro dignitoso, senza qualità sociale e senza partecipazione, non cresce davvero neanche lo sviluppo», ha aggiunto Fumarola.













