«La crisi di comparti storici come moda, pelle, tessile e meccanica non è una somma di episodi aziendali, ma una trasformazione profonda della competizione globale. Se non viene governata, a pagare saranno i lavoratori, le piccole imprese e i territori. Per questo la mobilitazione unitaria del 9 luglio è fondamentale. Perché difendere la Toscana manifatturiera significa chiedere una politica industriale vera, nazionale e regionale.» Lo ha detto oggi la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, a Firenze, dove ha concluso con il suo intervento i lavori del Consiglio Generale della Cisl Toscana.
Sul tavolo: crisi della manifattura, vertenze industriali, piattaforma sindacale unitaria, patto sociale e un focus particolare sull’enciclica di Papa Leone XIV «Magnifica Humanitas» con Ia Segretaria dell’Usr Toscana, Silvia Russo, e la Presidente del Consiglio Regionale, Stefania Saccardi.
Fumarola ha riservato attenzione anche alla vicenda Monte dei Paschi di Siena. «MPS non è una banca qualunque. È un’istituzione che ha un legame storico con Siena, con la Toscana, con famiglie, imprese, comunità locali. Non sono accettabili operazioni guidate solo da logiche speculative, in cui i lavoratori diventano merce di scambio e il territorio perde presidio, competenze, relazioni, credito all’economia reale. La finanza deve servire l’economia. Non impoverire i territori.»
La Segretaria Generale ha poi illustrato le due novità che stanno ridisegnando le relazioni industriali. «Il Decreto Primo Maggio ha individuato una soglia contrattuale di dignità salariale legata ai contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Cioè, i nostri contratti. E la piattaforma sindacale unitaria parla la lingua della Cisl: contrattazione decentrata, portabilità e universalità della formazione, transizioni tutelate, partecipazione, rappresentanza misurata in modo pattizio. Il decreto apre uno spazio, ma quello spazio va riempito attraverso la contrattazione e la responsabilità delle parti sociali.»
In chiusura, Fumarola ha affrontato il tema della polarizzazione con parole nette: «Fronte comune, collaborazione e responsabilità sono le parole chiave di questo tempo. All’opposto si pone chi vuole che lo spirito del tempo sia rappresentato dalla perenne polarizzazione tra posizioni ideologiche e inconciliabili. L’ultima entrata in scena, in questa gara di opposti estremismi che sanno solo soffiare sul fuoco delle paure e produrre demagogia senza offrire una sola soluzione, è quella di Futuro Nazionale di Vannacci, con posizioni antistoriche e aberranti come quelle dei remigrazionisti. Dobbiamo opporci a questa deriva culturale, prima ancora che politica. E per farlo non c’è che un modo: promuovere corresponsabilità e coesione.»
A margine dei lavori, Fumarola ha rilasciato ulteriori dichiarazioni alla stampa, tornando sul nodo centrale della qualità del lavoro. «Abbiamo un problema che è quello dei salari, della crescita dei salari, della crescita della produttività. Non abbiamo un problema di crescita occupazionale, ma di qualità dell’occupazione. Per questo continuiamo a sostenere che, dal punto di vista europeo, ci deve essere un’Europa che si risvegli e riscopra il suo valore sociale, la sua natura sociale.»
Sul fronte del patto sociale, la leader della Cisl ha rilanciato la necessità di un’alleanza larga tra le forze produttive del Paese. «È da tempo che rilanciamo la necessità di una grande alleanza, sulla quale abbiamo avuto convergenze, a partire dal presidente del Consiglio Meloni, ma anche dalle nostre controparti datoriali. Il completamento del PNRR non significa chiudere tutte le istanze, ma a maggior ragione ci deve interrogare sulla necessità di costruire il dopo-PNRR. Se vogliamo dare risposte in termini di occupazione e solidità delle imprese, bisogna unire le forze, mettere da parte ogni particolarismo e convergere su obiettivi condivisi: crescita del Paese, stabilizzazione dell’occupazione — soprattutto di giovani e donne — e stabilizzazione del tessuto produttivo industriale.»
Infine, alla domanda sul rischio che il dibattito sulla legge elettorale e sulle alleanze distragga la politica dai temi economici, Fumarola è stata netta: «Vorremmo evitare una lunghissima campagna elettorale generale, perché il tempo che stiamo vivendo non ci permette distrazioni. Il rischio c’è tutto, come capita spesso quando si entra in campagna elettorale.»
Al riguardo la Segretaria Generale ha quindi ricordato le priorità: «Importante è garantire che le persone possano votare ed esprimere liberamente il proprio voto, ma al contempo dobbiamo garantire loro stabilità, sicurezza, prospettiva. Ci sono vertenze importanti, anche qui in Toscana, aperte da tempo, e dobbiamo assolutamente dare risposte a quelle persone. Altrimenti si determinerà un boomerang: le persone si allontaneranno sempre di più dai seggi elettorali, e non avremo fatto un buon servizio al Paese.»
















