La Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato i dati relativi al Conto Annuale del personale pubblico relativo all’anno 2024, documento che raccoglie tutte le informazioni relative alla consistenza del personale e le relative spese sostenute dalle Amministrazioni pubbliche.
L’analisi dei dati restituisce la fotografia di una Pubblica Amministrazione in trasformazione a partire dalla ripresa delle assunzioni, da noi da sempre fortemente rivendicate data le difficoltà che oramai si riscontravano nelle erogazioni di servizi per le spesso strutturali carenze di personale causate da blocchi decennali del turn over.
Nel complesso l’incremento di personale nel 2025 rispetto al 2024 si attesta intorno alle 35.000 unità complessive ma è significativo che crescono anche i dipendenti di Regioni ed enti locali (+0,9%), amministrazioni che avevano registrato, negli anni passati, una costante e considerevole diminuzione degli addetti.
La crescita più corposa si registra nelle Agenzie Fiscali che in dodici mesi hanno visto aumentare il proprio personale del 5,35%, unitamente agli Istituti di alta formazione artistica e musicale (+ 5,15%) e Policlinici (+3,16%), mentre in controtendenza è diminuito il personale degli enti pubblici non economici (Inps, Inail e Aci -2,13%) e gli enti di ricerca (-0,54%).
Un riscontro positivo si rileva sul personale dove si è tornati ad investire anche attraverso le “progressioni verticali”, percorsi di sviluppo professionale riservati ai dipendenti dell’amministrazione che consentono il passaggio da un’area o da una categoria a quella superiore non solo con i concorsi ma anche attraverso procedure comparative basate su diversi sistemi di valutazione ( es. possesso di titoli di studio specifici, tipologia di incarichi ricoperti, valutazioni triennali positive etc).
A dimostrazione di questo dato, il Conto Annuale indica che fino al 2024 le progressioni verticali sono state circa 7.000 nelle Amministrazioni centrali ed oltre 9000 nelle Regioni ed Enti locali, con un aumento complessivo nei due comparti di oltre il 140% rispetto all’anno precedente.
Si tratta di segnali di attenzione importanti che diversamente dal passato riconoscono il ruolo che la Pubblica Amministrazione sarà sempre più chiamata a svolgere nel sostenere il Paese anche nelle grandi transizioni.
La PA del futuro richiederà, infatti, un insieme di competenze sempre più integrate: accanto alle figure tradizionali assumeranno un ruolo centrale la leadership digitale, la capacità di gestire il cambiamento organizzativo, la cybersicurezza e la governance dell’intelligenza artificiale.
Nel complesso il quadro che emerge dal Conto Annuale è quello di una Pubblica Amministrazione impegnata in un delicato percorso di rinnovamento, dopo i lunghi anni di denigrazione del sistema pubblico spesso descritto inopportunamente, unitamente ai suoi lavoratori e lavoratrici, come “apparato ridondante e inefficace”.
L’analisi compiuta dalla Ragioneria dello Stato sulla comparazione della spesa per redditi da lavoro dipendente tra Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna dimostra, invece, che il pubblico impiego italiano costa l’8,8% del Pil, contro il 10,3% della media europea, il 10,7% della Spagna e il 12,3% della Francia.
Per quanto riguarda il numero degli addetti in rapporto alla popolazione si scopre che l’Italia è al 5,9% contro il 6,4% della Germania, mentre i lavoratori della PA costano al cittadino 3,551 euro annui, contro i 4,559 euro della media europea superata dalla stessa Germania (4.763 euro) oltre che dalla Francia (5.616 euro) .
Costruire una Pubblica Amministrazione moderna, efficace, in grado di trasformarsi in volano di sviluppo per il Paese sarà la sfida che ci dovrà vedere impegnati nei prossimi anni consapevoli che l’esito dipenderà dalla capacità di affrontare contemporaneamente il ricambio generazionale, la valorizzazione delle competenze, l’innovazione tecnologica e l’evoluzione dei mutati bisogni sociali.
Su questo, ovviamente, continueremo a lavorare dal momento che non è in gioco solo il funzionamento degli apparati pubblici, ma la stessa qualità della vita dei cittadini e la competitività del Paese.






